Con ordinato del 12 giugno 1701, rogato Giuseppe
Mercandino, la Compagnia deputò il marchese Pallavicino e il
conte Falcombello del Melle di dare quietanza ai Berlenda e al
loro garante Ruffino
23
.
I rapporti con i Berlenda ebbero un segui-
to quando il 26 maggio 1709 divenne tesoriere Francesco
Domenico Berlenda, confratello della Compagnia e decurione
della Città di Torino
24
,
figlio dell’attuario del Senato Carlo
Tommaso
25
.
Egli proseguì in questa attività sino al 20 marzo 1731
quando fuggì a Venezia
26
con la cassa di alcune fra le più impor-
tanti istituzioni torinesi: la Compagnia di San Paolo, l’Ordine
Mauriziano, e l’Economato dei Benefici Vacanti, oltre ad una
serie di fondi a lui affidati da privati, che facevano ammontare il
«
buco» oltre le cinquanta mila lire. La Camera dei conti venne
incaricata di gestire la situazione, attività che si protrasse per anni,
soprattutto a causa dell’ammanco della cassa dell’Economato.
notaio collegiato, doveva recarsi prontamente al campo d’Italia al servizio
ducale, quale segretario del cavaliere ed avvocato Saracino, vice auditore
generale di guerra di S. A. Le cariche ricoperte dimostrano come la posizione
raggiunta dai Berlenda fosse di buon livello.
23
Traccia di questa vicenda è in ASSP,
CSP
,
Bilanci
, 1701-1707,
segnatura 32,
s.v.
«
Officio Pio, 1701», c. 1 [p. 3m],
s.v.
«
Signor Berlenda», c. 5 [p. 10m]:
«
Più li 3 Agosto 1701 esatto dalli Signori heredi del fu Signor Tesorier
Ottavio Berlenda livre settemila a tanto transatta la somma che il med. resta-
va, come per Instromento del Signor Procuratore Chianea detto giorno quali
Lire 7000 s’applicano tutte a quest’opera [
pro
Ufficio pio] che ne assigna
poscia alle altre quanto gl’è dovuto, come si vedrà nel scaricamento Lire
7000».
24
AST, s.r.,
Insinuazione di Torino,
1710,
lib. 1, c. 735. Secondo quanto risul-
ta dagli ordinati del Comune l’avvocato Berlenda venne scelto per volere
ducale (S
YMCOX
, 2002,
p. 723). Il Berlenda era stato, durante l’assedio del
1706,
maggiore nel 4° battaglione della milizia urbana. Cfr.
Le campagne di
guerra
, 1906,
pp. 206 e 208.
25
Carlo Tommaso era fratello di Ottavio, Giuseppe e Bonaventura Berlenda
(
AST, s.r.,
Insinuazione di Torino,
1701,
lib. 12, c. 1458).
26
Debbo la notizia della fuga del Berlenda alla cortesia del dott. Andrea
Merlotti dell’Università di Torino e la segnalazione del fondo presente in
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