3.
I
L CASO
B
ERLENDA
Parallelamente al trasferimento della sede, la Compagnia di
San Paolo dovette affrontare un problema di non lieve entità,
nato a seguito del decesso del suo tesoriere o «ricevitore»
Ottavio Berlenda
17
avvenuto l’11 maggio 1699. La morte del
Berlenda ebbe dei riflessi sulla scelta dei professionisti incarica-
ti dell’estimo e della progettazione della nuova sede. Il
Berlenda
18
esercitava questa attività sin dagli anni Ottanta, quan-
do era succeduto al padre Matteo
19
,
pure lui tesoriere della
Compagnia sin dal 1639. I Berlenda operavano inoltre in qualità
di depositari del Monte della fede
20
.
Quest’ultima istituzione fon-
data nel 1653 «si appoggiava su una entrata non cittadina ma
demaniale ed era amministrata dal Monte di pietà della
Compagnia di San Paolo»
21
.
Il Monte della fede era stato istitui-
to per ottenere prestiti con cui finanziare la guerra che prosegui-
va quella dei Trent’anni; questi erano garantiti direttamente dalla
Compagnia di San Paolo che operava con funzione vicaria in
luogo della municipalità torinese. Il Monte della fede ebbe vita
breve per la diminuita richiesta di prestiti; l’ultima “erezione”
avvenne nel 1668 anche se il capitale non fu liquidato che nel
1729.
Nel 1681 al Monte della fede si sostituì il Monte di San
Giovanni Battista; il pagamento degli interessi maturati su que-
st’ultimo era garantito dalle gabelle della città di Torino.
17
AST, s.r.,
Insinuazione di Torino
, 1701,
lib. 12, cc. 1458 sgg. Cfr. anche
A
BRATE
, 1963,
p. 86, dove il Berlenda è indicato come Berlinda.
18
La famiglia Berlenda intratteneva rapporti anche con casa Savoia. Negli indi-
ci delle
Patenti Controllo Finanze
presso le Sezioni Riunite dell’Archivio di
Stato di Torino sono numerose le indicazioni di versamenti che i Berlenda effet-
tuavano a favore dei duchi con i proventi dello 0,50% «e frutti» sul Monte.
19
L
AURORA
-
N
ICCOLI
, 2004,
p. 54, dove si segnala la nomina di Matteo
Berlenda quale «sigortà» del depositario Fulvio Andrea Revelli.
20
S
YMCOX
, 2002,
pp. 237 sgg. Si tratta di alcune pagine molto illuminanti su
un argomento che non ha una grande letteratura.
21
R
OSSO
, 2002,
p. 116.
64