cappella dedicata al santo protettore e successivamente furono
sistemate nel sotterraneo le sepolture dei confratelli.
La Compagnia di San Paolo, che si era trasferita dalla sede
di S. Benedetto al Collegio dei gesuiti, aveva deciso di acquista-
re un’area, posta all’interno dell’isolato a sud della chiesa dei
Santi Martiri, destinata a contenere l’edificio del Monte di pietà
e l’Oratorio: il tutto avvenne nel 1576. Secondo le
Memorie
del
gesuita padre Leonardo Magnano, citate dal Tesauro, il confra-
tello paolino Nicolino Bossio aveva proposto che, invece di
installarsi nel chiostro del Collegio, fosse opportuno costruire un
edificio a carattere provvisorio, la cui area in seguito avrebbe
potuto essere donata ai gesuiti, qualora questi ultimi avessero
avuto necessità di espandersi.
2.
L
E VICENDE DELLA PRIMA SEDE DELLA
C
OMPAGNIA
I paolini fecero edificare un Oratorio in cui si officiò, secondo
il Tesauro, a partire dal 1580
2
.
Risultava dotato di una cattedra in
noce, spalliere, banchi e «ricche suppellettili e bei parati», era pure
adornato da un quadro dipinto dal pittore Alessandro Ardente in
cui era effigiata la caduta di san Paolo sulla via di Damasco
3
.
Alla
costruzione dell’Oratorio fece seguito quella del Monte di pietà.
Nel 1598 dagli Ordinati della Compagnia si rileva che «li 23
agosto si è principiato a celebrare la Santa Messa con commu-
nione de Confratelli nell’Oratorio di questa Compagnia e si è
determinato continuarsi a celebrare in esso ogni Domenica e che
l’ultima Domenica del mese si celebri per i confratelli defunti»
4
.
2
Ibid.
,
p. 263.
3
Il quadro fa parte attualmente della collezione d’arte del Gruppo Bancario
San Paolo IMI; cfr. C
IFANI
-
M
ONETTI
, 2003,
pp. 42-45.
4
ASSP,
CSP
,
Repertorio degli ordinati
,
vol. 27,
s.v.
«
Oratorio», c. 417 [p.
520
m, in cui il numero seguito dalla lettera “m” rappresenta l’attuale nume-
razione di pagina segnata a matita].
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