gentem meam, veni et oblationes et vota. Act. Apost. Cap. XXIV
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Il successivo al sudetto a mano
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destra cornu Evangeli
6
che rap-
presenta S. Paolo nell’Areopago che spiegna [
sic
!]
l’Ignoto Dio, è
del P. Andrea Pozzi non esistendovi alcuna sottoscrizione. L’arma
L’altro rappresenta detto Santo rapito al terzo Cielo sostenu-
to da Angeli, e mira in uno specchio sostenuto pure da un grup-
po d’Angeli, vedendosi in detto specchio la SS
ma
Trinità, e li
Angeli che lo portano fanno segno col dito alla bocca, che non
parli di quel che vede, ed ode con la sottoscrizione Raptus est in
paradisum, et audivit arcana verba quae non licet hominem
7
loqui. ad. Corint. 12
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.
è pur di mano del Delfino. L’arma
L’ultimo a mano destra dipinto pure dal Caravoglia rappresen-
ta esso Santo, che esorcizza un indemoniato il quale sta seduto in
terra, ed il med
o
santo con una cintura lo tiene, nel mentre che con
altra mano tenendo la fronte dell’indemoniato le fa alzar la faccia
verso il Cielo. Colla sottoscrizione Virtutesque non modicas facie-
bat Deus per manum Pauli, ita ut super languidos efferrentur a cor-
pore eius semicinctia, et spiritus nequam egrediebantur.
A mano sinistra cornu aepistol. cominciando dalla porta
d’ingresso. Il quadro rappresenta S. Paolo portato dagli Angeli là
dove la Beata Vergine è moribonda attorno il letto della quale
sono pur gli Apostoli è dello stesso Bartolomeo Caravoglia con
sottoscriz.
ne
Expiranti B. Virgini Paulus cum colegis Divinitus
4
«
Eleemosijnas facturus in gentem meam, veni et oblationes et vota» (Nuovo
Testamento,
Atti degli Apostoli
,
cap. 24, 17-18).
5
Nel testo: «meno».
6
Segue «che» cancellato.
7
Nel testo «ominem» corretto.
8
Nuovo Testamento,
Seconda Lettera ai Corinzi
,
cap. 12, 2-5.
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