troviamo comunque la commissione allo scultore Giuseppe
Maria Bonzanigo di una «tabella inserviente per gli ufficiali di
detta Compagnia», nel 1793 un «cartello ovale rappresentante il
SS.mo Sacramento», mentre in piena dominazione francese lo
scultore forniva una lampada in legno «guarnita alla greca», fatta
argentare dall’indoratore Carlo Colli e dotata di un braccio in
ferro «intagliato a fiori e disegno alla greca» fatto dal serraglie-
re Barrera
97
.
Così nel 1797 era stata affidata alla pittrice Maria
Berra la «riparazione e lavatura del quadro principale
dell’Oratorio»
98
.
Durante il governo provvisorio, nel 1799, la Compagnia di
San Luca fece istanza di poter riunirsi nell’Oratorio paolino, in
quanto la cappella interna alla casa dei soppressi Padri della
Missione, dove erano soliti congregarsi, era stata destinata ad
altri usi. Accolta la richiesta, gli artisti vi spostarono tutti i dipin-
ti di loro appartenenza distribuendoli tra l’Oratorio e l’atrio;
venne anche trasferito l’organo, collocato sopra la tribuna e il
pulpito, posto sopra la porta del camerino, originariamente desti-
nato a riporvi le suppellettili liturgiche e all’epoca impiegato
come confessionale. Inoltre, in occasione della loro festa patro-
nale, gli artisti ebbero il permesso di parare l’Oratorio e colloca-
re sull’altare il dipinto dell’
Assunzione della Vergine
,
con la
clausola che, terminate le funzioni, la tela dell’Ardente tornasse
al suo posto. Nell’ordinato si fa poi esplicito invito all’allora vice
rettore, che in occasione dell’annuale inventario dei beni
dell’Oratorio, si procedesse, a scanso di equivoci, anche alla
descrizione di quelli spettanti alla Congregazione degli artisti.
Malauguratamente, questo attraente inventario non è giunto fino
a noi; sappiamo però che già l’anno seguente, la confraternita
degli artisti, fatta restaurare la cappella interna nella casa dei
97
ASSP,
CSP
,
Bilanci e Rendiconti
,
vol. 49, p. 417m;
ibid.
,
vol. 52, p. 400m;
ibid.
,
vol. 55, p. 88m.
98
Ibid.
,
vol. 54, p. 413m.
47