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L’altare] tutto di legno con predella a due gradini, da’ quali sorge in mezzo
un’Urna servente di mensa, perforata oralmente attraverso: e sopra la mede-
sima i tre gradini per i Candelieri, elevandosi nel mezzo di essi un
Tabernacolo, da cui sostengosi sei collonnette, le quali reggono un proporzio-
nato padiglione. Lateralmente al detto altare segue la muraglia ad essere per
l’altezza d’un Trabucco vestita pur di legno a fascie, ed a cornici insino all’an-
golo della muraglia: ne’ quali due campi veggiosi due Portine: una che porge
l’andito alla Sagristia e l’altra che serve di ripostiglio per piccole suppelletti-
li, entrambe scorniciate e contornate di sopra; dove istendesi pure per tutta la
prospettiva della muraglia un ampio Rabesco intagliato a festoni, interrotti sol
tanto da quattro scudi cartocciati per di legno, disposti proporzionalmente a
due per parte: mirandosi altresì due Teste di puttini unite sul voltino delle due
portine, ed una per angolo a ciascuna delle medesime; come altresì una per
parte alli due fianchi dell’Altare.
Da questa relazione sembra così di poter riconoscere, per
l’uso di una particolare tipologia decorativa che vede l’impiego
dei festoni, delle cartelle, delle teste di putti, l’intervento di un
architetto seguace dello stile juvarriano, ipotesi sostenuta anche
dalla datazione, la cui identificazione sfugge ai riscontri nelle
carte d’archivio, ma che si potrebbe forse ascrivere allo stesso
Agliaudi di Tavigliano
82
.
Nel Proemio dell’inventario si ricorda
infatti che il rinnovo del 1752 venne, come si diceva, eseguito in
base alla «istruzione distesa anni prima» dal Tavigliano, su
richiesta dell’allora vice rettore Giovan Battista Bonaventura
Brunengo, che ritroviamo nel 1743, anno del suo vice rettorato,
tra i finanziatori del rinnovo dell’Oratorio
83
.
L’anonimato a cui, al momento, viene consegnato il proget-
to d’allestimento dell’ambiente sacro è però compensato dal ren-
diconto delle spese sostenute dalla Compagnia, che ci fornisce il
nome dell’intagliatore, che nel novembre del 1742 aveva ultima-
to l’altare: Francesco Nicolao Damodè
84
.
Allo stesso personaggio
82
T
AMBURINI
, 1982,
pp. 88-89.
83
Cfr. nota 87.
84
ASSP,
CSP
,
Bilanci e Rendiconti
,
vol. 39, p. 276m.
43