non erano, a quella data, più reperibili, mentre esisteva ancora il
San Paolo sull’Areopago
del Pozzo, sistemato, insieme alle tele
superstiti, «nella seconda camera grande a destra del secondo
piano», dipinto che, per cause al momento ignote, non venne
ceduto all’istituto bancario e di cui si sono perse le tracce
76
.
Ma, accanto alle grandi tele in deposito presso la Curia,
come si è accennato, furono portati anche gli arredi lignei,
compreso l’altare con il tabernacolo e tutte le suppellettili. Non
sappiamo, per assenza di documenti, come la Compagnia alle-
stì l’Oratorio nella nuova sede del Monte di pietà, subito dopo
il 1701
77
;
dagli ordinati superstiti riscontriamo invece che, nel
1742,
l’ambiente sacro venne completamento rinnovato. La
76
Una copia dell’inventario novecentesco dei beni depositati in Curia si trova
presso l’Archivio Storico San Paolo. È ipotizzabile che la mancanza di un
motto sulla tela sia stata il discrimine per la sua alienazione in tempi diversi,
in quanto non più riconoscibile come parte del ciclo paolino.
77
Le scarse note d’archivio che si sono potute rinvenire ricordano nel 1711 il
pagamento al tappezziere Triulso per una tenda da apporre al «quadro gran-
de dell’Oratorio»; nel 1712 la vendita di argenteria dell’Oratorio al sig.
Devina, l’argentatura di due urne saldata all’indoratore Prada, e il pagamen-
to di due baldacchini al sig. Grasso (AST, s.r.,
Camerale Piemonte
,
Art. 436,
Compagnia di San Paolo
,
Conti del tesoriere 1709-1715, I). Nel 1714 si
ricorda l’inserimento «d’un balaustrino di pietra, accomprato dal Sig.
Piazzolla» per l’altare dell’Oratorio (ASSP,
CSP, Bilanci e Rendiconti
,
vol.
33,
p. 44m). E ancora, nel 1725, l’intenzione di rinnovare i paramenti sacri
«
attesta la relazione fatta dal Sig. conte presidente Gabuto della necessità che
sia di far le opportuna paramenta e contraltari che sono necessari per le feste
secondo li riti ecclesiastici, che si può vendere la paramente e contraltare
della casa d’Agliè già antica» (ASSP,
CSP
,
Ordinati e verbali
,
vol. 8, p.
20
m). I paramenti che vennero fatti ricamare dalle «Sig.re sarte Madri del
Soccorso» (AST, s.r.,
Camerale Piemonte
,
Art. 436, Compagnia di San
Paolo
,
Conti del tesoriere 1722-1726, III). Infine la spesa fatta nel 1726 per
i «due cartelli fatti sopra il cantone della casa di S. Paolo, e per la rifatta della
tavoletta delle messe dei sig.ri confratelli» ad opera del pittore Pozzo.
L’identificazione di questo artista è incerta per la presenza di più figure con
lo stesso patronimico operanti a Torino in quegli anni ([B
AUDI DI
V
ESME
],
1963-1968,
III, pp. 859-862).
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