vano sacro, sito nel settecentesco palazzo del Monte di pietà, che
avvenne, come si accennava, in seguito alla trasformazione isti-
tuzionale del 1853 tra la Compagnia di San Paolo e le Opere pie.
Le trattative per la cessione dei locali durarono alcuni anni; alla
fine del 1876 i sanpaolini abbandonarono però la storica sede,
traslocando tutti gli arredi in essa contenuti e ricoverandoli pres-
so la chiesa della Curia Metropolitana, per interessamento del-
l’allora arcivescovo monsignor Lorenzo Gastaldi
75
.
Gli arredi
rimasero presso la Curia fino ad anni recenti quando, nel 1963,
alcune tele del ciclo vennero alienate all’Istituto Bancario San
Paolo, che ancora le conserva. Tra queste figuravano: l’ancona
dell’Ardente già sull’altare dell’Oratorio; il
San Paolo rapito al
terzo cielo
del Dauphin; il
San Paolo che distribuisce l’elemosi-
na
del Sacchetti; la
Carcerazione dell’apostolo
del Raggi e quat-
tro dei sei dipinti eseguiti dal Caravoglia,
San Paolo alla mensa
eucaristica
,
Il Santo condotto al martirio,
la
Decollazione
e
San
Paolo con Santa Tecla.
Da un inventario dei beni già di pertinen-
za della Veneranda Compagnia di San Paolo, in deposito presso
la Curia torinese, non datato, ma appartenente alla prima metà
del Novecento, riscontriamo che le tele con
San Paolo davanti
ad Anania
e
Il miracolo dell’indemoniato
dipinte dal Caravoglia
75
D
E
F
ANTI
,
G
AZZERI
, 1998,
p. 264. Nel 1952 venne pubblicato un opuscolo
dal titolo
Una pagina di storia di cento anni fa. 1852-1952. Commemorazione
tenuta dal confratello rev. Mons. Carlo Merlo nel centenario della spogliazio-
ne della Compagnia di San Paolo delle sue opere
,
Torino, s.d. [ma 1952]. A
p. 17 di questa memoria si riferisce che, per agevolare la progettata ristruttu-
razione del vecchio Monte dei pegni, i sanpaolini cedettero i vani in uso sul
lato di via Botero, con convenzione stipulata nel 1876; i quadri e gli arredi
della Cappella trovarono ospitalità per interessamento di mons. Ottavio
Ricardi di Netro nella chiesa dell’Arcivescovado. Il Ricardi era deceduto nel
1870
e gli era succeduto mons. Lorenzo Gastaldi a cui probilmente si deve il
trasferimento nella chiesa dell’Arcivescovado. La data del 1876 contraddice
quanto recentemente affermato ne
La Collezione d’Arte del Sanpaolo
, 2003,
p. 40, relativamente ad alcuni dipinti dell’Oratorio, compresa la tela del
Pozzo, che sarebbero stati spostati verso il 1860 con destinazione ignota.
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