tempo dopo il 1682, se le prime testimonianze documentarie
dell’artista a Torino datano proprio a partire da quell’anno; essa
comunque venne consegnata prima del 1686, anno in cui l’arti-
sta genovese si trasferì a Savona
56
.
Del breve soggiorno torine-
se del Raggi, il dipinto eseguito per la Compagnia rappresenta
al momento l’unica testimonianza superstite, ma le tracce docu-
mentarie della sua attività per la committenza privata stanno
gradualmente emergendo
57
.
La eterogeneità stilistica dell’artista,
ancora tutta da indagare, trae spunti dall’opera di Domenico
verbali
,
vol. 6, p. 285m). Laureato in legge a Orléans, nel 1649, divenne
primo scudiere della duchessa nel 1665, sovrintendente generale delle finan-
ze nel 1687, e successivamente Ministro di Stato. Fu naturalizzato cittadino di
Torino, insieme con il fratello, l’abate Marcantonio nel 1667. Diede incarico
all’abate, anch’egli membro della Compagnia, di occuparsi dell’erezione
della cappella di patronato dedicata a S. Michele, nella chiesa di S. Francesco
da Paola (ASSP,
UP
,
Ordinati e verbali
,
vol. 243, p. 471m). L’abate
Marcantonio Graneri è segnalato per la prima volta il 5 marzo del 1679 (AST,
s.r.,
Testamenti Pubblicati dal Senato
,
lib. XVI, cc. 411 sgg.: «1696, 26 gen-
naio. Testamento del marchese Tommaso Graneri»; M
OSSETTI
**, 1993,
p.
328,
nota 8). Sembra di poter affermare che i Graneri privilegiassero artisti
forestieri, basti pensare all’intervento del bolognese Burrini nel palazzo avito
di via Bogino, o alla tela eseguita su commissione dell’abate Marcantonio per
la cappella in S. Francesco da Paola, del Legnanino.
56
[
B
AUDI DI
V
ESME
], 1963-1968,
III, p. 882. Vesme registra i diversi pagamen-
ti effettuati al Raggi per opere destinate alla residenza di Racconigi del
Principe di Carignano, e la presenza di due tele raffiguranti il
Sogno di S.
Giuseppe
e la
Concezione
,
esistenti un tempo nella soppressa chiesa delle
monache della SS. Annunziata. Manca al momento una biografia sul pittore.
Per una disamina stilistica della tela, si vedano: P
IOVANO
, 1989,
pp. 215-216;
C
IFANI
,
M
ONETTI
, 2003,
pp. 58-60.
57
Segnaliamo ad esempio la presenza di «quattro medaglioni rotondi del pit-
tor Raggi, rappresentanti fatti delle Sacre Scritture, con cornici d’intaglio
dorate», stimati dal pittore Domenico Olivero, presenti un tempo nella colle-
zione del marchese Giovanni Antonio Turinetti di Priero (AST, s.r.,
Insinuazioni di Torino
, 1754,
lib. 4, c. 1317, «Atti di trasferta continua descri-
zione ed estimo de’ mobili ed effetti lasciati dall’Ill.
mo
ed Ecc.
mo
Sig.
r
Marchese
D. Gio: Antonio Turinetti di Priero nella sua eredità, e ritrovati al tempo del
suo decesso»).
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