nel 1685, si prodigasse alla ricerca e all’invio di un dipinto asse-
gnato ad un pittore tardo-manierista, cronologicamente e stilisti-
camente lontano dai suoi modi. Piuttosto la nota del compilatore
della notizia, la cui grafia è riconoscibile anche nella
Descrizione
,
sembra riprendere, creando un
pastiche
documenta-
rio, i dati riportati dal perduto ordinato e l’indicazione fornita dal
Bartoli, che attribuiva al pittore marchigiano una tela, all’epoca
posta sopra la tribuna o orchestra dell’Oratorio, rappresentante
«
San Paolo in piedi con libro alla destra e spada alla sinistra con
veduta di città in lontananza», tela che andò irrimediabilmente
danneggiata nel gennaio del 1845, a causa di un incendio
51
.
Proprio in virtù dell’attribuzione del Bartoli, anche
nell’Inventario delle suppellettili dell’Oratorio, stilato nel 1839,
il dipinto menzionato veniva indicato come opera di Federico
Zuccari, mentre in quello del 1752 lo si menzionava, ma senza
far riferimento ad un possibile autore
52
.
L’idea insinuata dal Bartoli sulla presenza di un’opera dello
Zuccari nell’Oratorio paolino venne in seguito considerata dal
Vesme, che nella compilazione delle
Schede
,
raccontava di aver
visto presso l’Oratorio della Compagnia una tela raffigurante «S.
Paolo, […] figura quasi intiera, seduta e veduta di profilo. […]
fatta con maestria e superficialità e non guari ben conservata.
[…]
generalmente creduta dello Zuccaro», ma da assegnare,
secondo l’opinione dello storiografo, «piuttosto ad un imitatore
del Lanfranco»
53
.
Questa tela, ubicata ancora oggi nei locali
51
ASSP,
CSP
,
Repertori dei lasciti
,
vol. 162,
s.v.
«
Quadri», dove il pittore
viene nominato «Fedele Zuccheri [
sic
!]».
La tela subì un incendio nel gennaio
del 1845 a causa del tubo della stufa che passava a fianco del dipinto. Cfr.
BCT, Ms. B.52,
Inventario
,
c. 126; ASSP,
CSP
,
Ordinati e verbali
,
vol. 22, pp.
529
m, 537m.
52
T
AMBURINI
, 1982,
p. 95. Non si può, data la perdita dell’originale, esclude-
re la possibilità che esistesse un dipinto, forse di Federico Zuccari,
nell’Oratorio, ma esso non può essere quello inviato da Roma nel 1689.
53
[
B
AUDI DI
V
ESME
], 1963-1968,
III, p. 1122. Tamburini riteneva che il
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