collegio dei gesuiti, dovettero avvenire durante il soggiorno tori-
nese del Pozzo, probabilmente grazie all’intercessione del padre
Provana, ma è ragionevole supporre che la tela, oggi introvabile,
venisse eseguita dal pittore dopo il suo trasferimento a Roma
47
.
Infatti, se l’interpretazione delle brevi note riportate in sunto in
diversi luoghi delle carte dell’Archivio della Compagnia risulta
corretta, essa venne inviata ai confratelli di San Paolo solo nel giu-
gno del 1689. «Si manda a pagare scudi romani 150 compimento
di scudi 200, prezzo convenuto del quadro fatto fare in Roma dalla
Compagnia, rappresentante la
Conversione di San Paolo
,
per esse-
re collocato all’altare dell’Oratorio ed in oggi terminato e tal paga-
mento farsi del denaro lasciato dal fu Sig.r Conte e Pres.
Blanchiardi confratello», mentre in altro luogo troviamo scritto:
Blancardi venne insignito del titolo di primo presidente del Senato il 15 feb-
braio del 1683. La famiglia Blancardi, originaria di Sospello, possedeva, nella
chiesa dei gesuiti di Nizza, il giuspatronato della cappella dedicata a S.
Ignazio. Il Blancardi morì, improvvisamente, a Torino il 20 novembre 1686.
Dai pochi atti insinuati a Torino dal Blancardi, si ricava che egli aveva affari
sulla piazza romana, dove prestavano servizio, quali suoi procuratori, dappri-
ma l’abate Francesco Miloni e poi il banchiere Giulio Sinibaldi (AST, s.r.,
Insinuazioni di Torino
, 1684,
lib. 11, c. 49; 1685, lib. 9, c. 401). Negli stessi
anni è attestato tra i membri della Compagnia altro Blacardi o Blanchiardi, di
professione causidico, che aveva lasciato per testamento la Compagnia di San
Paolo sua erede universale (AST, s.r.,
Insinuazioni di Torino
, 1690,
lib. 3, c.
463
v
, «
Testamento di Giovan Matteo Blanchiardi, 20 agosto 1689») e già nel
1687
aveva disposto un fondo per la costituzione degli Esercizi Spirituali
(
AST, s.r.,
Insinuazioni di Torino
, 1687,
lib. 1, c. 399, «Donazione di Matteo
Blanchiardi alla Veneranda Compagnia di San Paolo, 8 gennaio 1687»). Nello
stesso testamento è registrato anche il lascito di lire 150 a favore della
Compagnia di S. Rocco «da impegnarsi nella fabbrica della chiesa metropo-
litana di questa città», oltre ad un dipinto con l’effige del medesimo santo
«
con cornice dorata, con obbligo a detta compagnia di tenerlo sempre esposto
nella loro chiesa».
47
Fratel Pozzo risiedette a Torino, dove eseguì la volta affrescata della chiesa
dei Santi Martiri, almeno fino al 1680 (S
IGNORELLI
, 2000*,
pp. 195-196).
Dopo il suo arrivo a Roma inviò diverse opere a Torino per la Cappella dei
Mercanti.
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