collocata sotto l’anno 1686, sembra essere stata desunta, come
vedremo, o da un disperso originale successivo al trasferimento
dei sanpaolini nella nuova sede del Monte di pietà, o con più pro-
babilità, almeno per ciò che attiene all’attribuzione delle opere, dal
compendio delle pitture dell’Oratorio stilato da Francesco Saverio
Bartoli, nel volume pubblicato a Venezia nel 1776
42
.
La singolare
identità con cui la descrizione dell’Oratorio si sovrappone a quel-
la a stampa del Bartoli, induce infatti a ritenere questa ipotesi la
più consona.
Essa completa però sia quella presente nell’Inventario del
1752,
pubblicata dal Tamburini, priva dell’indicazione degli
autori delle tele, ad esclusione di quella con
Anania che ridona
la vista all’apostolo
del Caravoglia, sia gli accenni ad alcune pit-
ture citate nel
Pregiudizio smascherato
del Nepote del 1770,
relative al dipinto del Pozzo e a quello del Raggi, sia quella non
datata, ma tardo-settecentesca, del Vesme, che fornisce un buon
riconoscimento dei pittori, ancorché incompleto
43
.
Dalla
Descrizione
inserita nei
Repertori dei lasciti
,
si intuisce
così che la sistemazione delle tele all’interno dell’ambiente sacro
seguiva un preciso schema narrativo; partendo dalla destra del-
l’altare, sul quale campeggiava la
Conversione di San Paolo
dell’Ardente, era posta la tela raffigurante
Anania che ridona la
vista all’apostolo
del Caravoglia, allusiva, come sottolinea il
documento, «alla Santa Fede, sendo che la Compagnia fu eretta
sotto l’invocazione della Fede Cristiana», seguita dal
San Paolo
che distribuisce l’elemosina
del Sacchetti, relativo alla fondazio-
ne del Monte di pietà. Il resto del ciclo, collocato sul lato destro
della stanza rispetto all’altare, comprendeva la
Predica di San
Paolo sull’Areopago
di Andrea Pozzo, il
Santo rapito al Terzo
Cielo
del Dauphin e terminava con il
Miracolo dell’indemoniato
del Caravoglia. Sul lato opposto, cominciando dall’ingresso,
42
B
ARTOLI
, 1776,
I, pp. 35-36.
43
T
AMBURINI
, 1982,
p. 90; N
EPOTE
, 1770,
pp. 18-19; [B
AUDI DI
V
ESME
], 1982,
IV, pp. 1699-1700.
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