Fu, credo, in questa occasione che la Congregazione comin-
ciò a pensare all’Oratorio come luogo atto ad esprimere l’alto
rango a cui appartenevano la maggior parte dei confratelli, ma
soprattutto come espressione visibile del prestigio raggiunto in
ambito cittadino dalla Compagnia stessa
35
.
I membri più influenti appartenenti alla Congregazione, nel
corso degli anni Sessanta e Settanta del Seicento, erano infatti
importanti funzionari al servizio sia della municipalità sia della
corte, e questo legame ebbe come conseguenza il coinvolgimento
del Tesauro – estensore dell’
Istoria
della Compagnia nel 1657 e
confratello nel 1666 – nel progetto di allestimento dell’Oratorio,
per il quale il letterato fornì le indicazioni inerenti ai fatti della vita
dell’apostolo da dipingere, traendo dalle Sacre Scritture le massi-
me da apporre alla serie dipinta. Questa notizia venne rinvenuta
dal Vesme in una descrizione dei dipinti che ornavano in antico
l’Oratorio di San Paolo; in essa si specificava l’esistenza di un
documento datato 1672, che riferiva proprio dall’abate Tesauro l’i-
deazione «dei fatti da rappresentarsi in dette tavole, con le diverse
iscrizioni e motti ricavati dalle Sacre Scritture»
36
.
Ancora una volta
Compagnia di San Paolo ubicata a Caramagna - CN (ASSP,
CSP, Ordinati e
verbali
,
vol. 6, p. 113m). Sulle relazioni tra il pittore e il Bellezia, oltre al
dipinto realizzato per l’Oratorio con il
Martirio dei Santi Pietro e Paolo
,
va
segnalata anche la tela firmata
Madonna e santi
,
che il Claretta menzionava
nella cappella della villa detta la «Bellezia», vicino a Beinasco, già di proprie-
tà dell’illustre confratello ([B
AUDI DI
V
ESME
], 1963-1968,
I, p. 270). La com-
mittenza del pittore legata a membri della Compagnia è un capitolo ancora da
indagare. Basti ricordare che, oltre ai quadroni del ciclo, il Caravoglia realiz-
zò, ad esempio, il ritratto del primo presidente del Senato Giuseppe Antonio
Novarina, componente influente e rettore della Compagnia dal 1673 (
DI
M
ACCO
, 1989,
p. 42).
35
L’importanza dell’Oratorio, come riferimento ideologico figurativo, era ben
presente a chi, come Gregorio Giovannini, gestore delle tasse doganali, pro-
pose alla reggente la realizzazione di un ciclo con scene della vita del beato
Amedeo IX di Savoia (
DI
M
ACCO
, 1988,
p. 60).
36
La descrizione si trova in [B
AUDI DI
V
ESME
], 1982,
IV, pp. 1699-1700. Il
documento riportato dal Vesme (BRT,
Miscellanea Patria
, 32-2)
è una copia
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