Ma basandoci sul
Repertorio degli ordinati
e sugli ordinati
pervenuteci veniamo a sapere che, in occasione del primo cente-
nario della fondazione della Compagnia, i confratelli decisero di
abbellire e «cioè alzarsi e dipingersi l’Oratorio» mandando ad
«
eseguire i disegni» presentati alla Congregazione il 6 aprile
1662, «
Servendosi [a tal fine] del denaro destinato al beneplaci-
to della d.
a
Congregazione da convertirsi nelle fondamenta et
muraglie della fabbrica et nel rustico del soffitto da farsi»
32
.
I confratelli, nella riunione mensile del gennaio 1662, aveva-
no stabilito che ad interessarsi della ricerca dell’artista a cui affi-
dare il lavoro e della conseguente trattativa fossero incaricati «Il
conte Vittorio Baratta rettore della Compagnia, l’avvocato
Moletta, vice rettore, Secondo Busca, economo, l’Eccell.
mo
Presidente Bellezia, il Sig.
r
Gaspare Francesco Calcagni, gli
Avvocati Ranotto e Galante, l’Intendente Bianco», con la preci-
sazione che almeno una parte di essi si occupasse della questio-
ne. Nella seduta del mese di aprile vennero presentati i disegni
accompagnati da una memoria stilata dal primo presidente del
Senato Giovan Francesco Bellezia, illustre membro della
Compagnia, già sindaco della città in tempo di peste
33
.
Data la
mancanza degli ordinati, è impossibile sapere con certezza chi fu
l’artista incaricato di progettare gli ornati per l’abbellimento del
vecchio Oratorio; si può ipotizzare che, vista l’intercessione del
Bellezia, l’incarico venisse affidato ad un’artista di rango tra
quelli operanti per la Corte e la Municipalità, senza dimenticare
che proprio nel 1663 veniva accolto tra i sanpaolini Bartolomeo
Caravoglia, principale artefice del ciclo pittorico
34
.
32
ASSP,
CSP, Repertorio degli ordinati
,
vol. 27,
s.v.
«
Oratorio».
33
Ibid., Ordinati e verbali
,
vol. 6, p. 93m: «Più si sono presentati li disegni per
l’abbellimento et ornam.
ti
dell’Oratorio di San Paolo per i quali si è ordinato
come nella memoria che verrà rimessa dall’Ecc.
mo
Sig.
r
Pres. Bellezia».
34
La notizia dell’ingresso del Caravoglia alla Compagnia di San Paolo, man-
cando l’elenco dei confratelli della Compagnia per quell’anno, si ricava in
[
B
AUDI DI
V
ESME
], 1963-1968,
I, p. 269. Nel 1663, Caravoglia firma, quale
testimone, nella procura di vendita di una cascina di proprietà della
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