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il consiglio dei sessanta decurioni si sarebbe riunito di regola
solo tre volte all’anno, salvo convocazioni straordinarie).
Se esaminiamo le elezioni dei decurioni per la congregazio-
ne ci rendiamo conto che i confratelli/decurioni furono abbastan-
za rappresentati. Come emerge dalla tabella 9, infatti, erano con-
fratelli/decurioni 19 dei 50 eletti fra il 1768 e il 1773. Scompo-
nendo il dato, si osserva, peraltro, che a fronte di ben 13 dei 26
consiglieri di prima classe, i confratelli/decurioni ebbero solo 6
su 24 degli eletti dalla seconda classe.
Tab. 9 –
Presenza di confratelli della Compagnia di San Paolo
tra i consiglieri della Congregazione del Municipio di Torino (1768-1773)
1768 1769 1770 1771 1772 1773
consiglieri prima classe
2 4 2 1 3 1
consiglieri seconda classe
2 -
1 1 1 1
totale
4 4 3 2 4 2
In effetti, ad uno sguardo d’insieme la riforma non parrebbe
segnare una crisi della presenza dei confratelli/decurioni, anzi il
loro ruolo sembrerebbe in crescita rispetto agli anni 1765-1767.
Nel 1768, primo anno d’attuazione della riforma, i
confratelli/decurioni ebbero entrambi i sindaci e nel 1769 quello
di seconda classe. Ad osservarlo con maggior attenzione, però, il
quadro presenta non poche ombre: dal 1770 al 1773 nessun con-
fratello/decurione divenne più sindaco e dal 1768 al 1770 nessu-
no fu mastro di ragione. Quest’ultimo dato, in particolare, assu-
me rilievo se si considera che con la riforma del 1767 la Ragio-
neria vide aumentati i suoi poteri: il mastro di ragione ebbe
nuove competenze e la durata della carica di ragioniere fu porta-
ta a due anni. Come ha scritto Francesca Rocci, dopo il 1767 «i
funzionari della ragioneria […] di fatto reggevano da soli la reale
amministrazione della città, in modo pressoché autonomo dal
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