ignaziano, cui la Compagnia di San Paolo era strettamente lega-
ta
94
.
Non solo, infatti, la gestione religiosa della Compagnia era
affidata ai gesuiti, ma alcuni dei gesuiti maggiormente impegnati
nella battaglia antigiansenista avevano rapporti di diverso genere
con la Compagnia. Mi limito qui ad accennare al caso del padre
gesuita Giovan Battista Piovano (1712-1788), rettore dei Santi
Martiri, «primasso» dei gesuiti
95
, «
bestia nera dei giansenisti»
96
e
stretto consigliere del cardinal Roero di Pralormo (filogesuita)
97
.
Egli, infatti, era figlio di quel Giuseppe Enrico (†1755) che entra-
to nella Compagnia di San Paolo nel 1714 (ne fu vice rettore nel
1748
e consigliere nel biennio 1748-1749)
98
e nel Consiglio di
Torino nel 1742 (come decurione di seconda classe) era stato uno
dei principali confratelli/decurioni (sindaco nel 1744, fu – tra l’al-
tro – direttore del Monte di San Giovanni Battista nel 1748,
mastro di ragione nel 1751 e chiavario nel 1754)
99
.
Come è stato notato, infatti, se da un lato «negli anni Ses-
santa il mutamento del clima internazionale in seguito all’espul-
sione dei gesuiti dal Portogallo (1759), dalla Francia (1764),
dalla Spagna, dal Regno di Napoli (1767) e da Parma (1768)
non ebbe in Piemonte l’effetto di enfatizzare l’opposizione alla
Compagnia», dall’altro è pur vero che «negli anni Cinquanta e
Sessanta […] l’antigesuitismo e il rigorismo morale […] era
stato accolto da un certo numero di vescovi sabaudi che s’erano
94
G
RASSI
, 1998;
S
IGNORELLI
, 1998;
Z
ANARDI
, 1998;
G
ILARDI
, 2000.
95
La definizione, fra l’ironico e lo spregiativo, è dell’abate Berta, giansenista
e bibliotecario dell’Università (F
AVARO
, 1997,
p. 33).
96
T
UNINETTI
-
D’A
NTINO
, 2000,
p. 131. Su Piovano, cfr. S
TELLA
, 1966-1974,
p. 522, nota 2; L
UPANO
, 1998,
p. 160, nota 99.
97
F
AVARO
, 1997,
p. 29.
98
Egli fu, tra l’altro, «coadiutore elemosinario» della Compagnia di San Paolo
per il quartiere di Porta Nuova dal 1728 alla morte. Coadiutori furono in quel
periodo l’avvocato Donzel, sino al 1742, e poi il conte Orsini di Rivalta e
d’Orbassano, sino al 1756.
99
M
ONTICONE
, 1991,
II, p. 133.
177