di Grande elemosiniere, ma nel 1746 essa fu affidata al Delle
Lanze
92
.
All’abate Della Chiesa, invece, fu affidata lo stesso anno
la prestigiosa sede episcopale di Casale.
All’ombra del fratello maggiore, si svolse la carriera dell’a-
bate Francesco Agostino Della Chiesa di Roddi (1717-1755).
Laureatosi a Torino nel 1739, fu ordinato sacerdote nel 1741 e lo
stesso anno entrò nella Compagnia di San Paolo. A quanto ho
potuto ricostruire, Francesco Agostino non ricoprì cariche di
rilievo nella Compagnia sino al 1753, quando fu chiamato fra i
protettori generali della Compagnia. Regio elemosiniere dal
1750,
nel 1754 fu nominato vescovo di Vigevano, ma morì poco
dopo aver preso possesso della sede, non ancora quarantenne.
Un percorso ancora differente ebbe l’abate Francesco Giu-
seppe Maria Scarampi di Pruney (1720-1801). Dopo aver studia-
to a Roma, era stato ordinato sacerdote nel 1742 e nel 1744 era
entrato nella Compagnia. Nel 1747 Carlo Emanuele III lo aveva
voluto governatore del Collegio delle province
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e l’anno succes-
sivo la Compagnia lo aveva nominato fra i rettori dell’Ospedale
di carità per il biennio 1748-1749. Regio elemosiniere nel 1750,
nel 1753 fu cooptato fra i protettori generali della Compagnia.
Mantenne questa carica sino al 1757, quando fu chiamato alla
diocesi di Vigevano, lasciata vacante dalla morte di mons. Fran-
cesco Agostino Della Chiesa.
Del tutto diversa risulta, invece, la carriera dell’abate Giu-
seppe Tommaso De Rossi di Ceva (1708-1786), l’unico confra-
tello della Compagnia a divenire vescovo senza esser stato regio
elemosiniere. Laureatosi nel 1737, era entrato nella Compagnia
nel 1738. Amico e collaboratore dell’abate Della Chiesa, di poco
più anziano di lui, lo aveva seguito alla diocesi di Casale di cui
fu vicario generale per oltre un decennio, sino a quando nel 1757
fu nominato vescovo di Alessandria.
92
S
ILVESTRINI
, 2002,
p. 407.
93
R
OGGERO
, 1987.
175