Giuseppe Maria Scarampi di Pruney) la Compagnia fu un impor-
tante terreno d’azione per la carriera che li avrebbe condotti alla
cattedra vescovile, così come era stato per gli abati De Villa e
Grisella.
Ignazio Della Chiesa di Roddi e Cinzano (1704-1758), sacer-
dote nel 1730, dopo essersi laureato all’Università di Torino nel
1733,
era entrato nella Compagnia nel 1734 e nel 1735 era stato
cooptato nel Consiglio, dove era restato sino al 1746. Nel 1736
Carlo Emanuele III lo aveva nominato consigliere e nel 1737
riformatore dell’Università. L’abate Della Chiesa ricoprì questo
incarico per due anni, sino al 1739, accanto ad un altro importan-
te membro della Compagnia, il conte Francesco Giacinto Gaba-
leone di Salmour
90
.
Rettore della Compagnia nel 1742, l’abate
della Chiesa iniziò allora una forte attività in alcune delle princi-
pali istituzioni assistenziali della capitale: dal 1742 al 1746 fu tra
i condirettori dell’Opera delle convertite (nel 1742 in quanto ret-
tore della Compagnia e poi su nomina della stessa); nel biennio
1744-1745,
sempre su nomina della Compagnia, fu uno dei retto-
ri dell’Ospedale di carità; nel 1744, infine, fu nominato segretario
della Congregazione generalissima
91
.
La nomina ad abate di San-
gano nel 1743 fu il preannuncio di una più fortunata carriera
ecclesiastica: essa coincise, tra l’altro, con la morte dell’arcive-
scovo Arborio Gattinara che ricopriva anche la carica di Grande
elemosiniere. Per tre anni questa carica fu lasciata vacante e le
funzioni furono svolte dai procappellani maggiori: gli abati Vitto-
rio Amedeo Delle Lanze e, appunto, Ignazio Della Chiesa. Sem-
brava, quindi, che mons. Della Chiesa potesse aspirare alla carica
90
S
ILVESTRINI
, 1997,
p. 346. Peraltro i rapporti fra l’abate Della Chiesa di
Roddi e il conte di Salmour non erano dei migliori. Non è chiaro se ciò sia
stato causa od effetto delle forti polemiche e critiche mosse ai riformatori
nominati nel 1737 e che condussero alla loro sostituzione nel 1739 (si veda a
questo proposito quanto riportato in R
OGGERO
, 1987,
p. 19). In ogni caso, le
carriere dei quattro proseguirono brillantemente.
91
M
ALACCO
, 1992,
p. 180.
174