Un primo aspetto da considerare è che per tutto il primo tren-
tennio di regno di Carlo Emanuele III metà degli elemosinieri
erano membri della Compagnia di San Paolo.
Nel 1732 dei quattro elemosinieri di Carlo Emanuele III due
non solo erano membri della Compagnia – l’abate Grisella di
Rosignano e l’abate De Villa –, ma sedevano anche nel Consiglio
della stessa. Un ventennio più tardi, nel 1754, la situazione non
era mutata. Degli otto elemosinieri di corte (ai quattro elemosi-
nieri del re e della regina erano stati aggiunti quelli del duca e
della duchessa di Savoia, eredi al trono), quattro erano consiglie-
ri – l’abate Falletti di Pocapaglia e l’abate Solaro di Moretta – o
protettori – l’abate Della Chiesa di Roddi e l’abate Scarampi di
Pruney – della Compagnia di San Paolo.
Fra il 1730 e il 1760, come ho notato all’inizio, furono ben
sei i membri della Compagnia divenuti elemosinieri di corte e
poi, dopo qualche anno, nominati vescovi.
A riprova dell’importanza della loro ascrizione nella Compa-
gnia per determinarne la carriera va detto che degli elemosinieri
non confratelli del San Paolo fra il 1730 e il 1760 solo uno per-
venne alla carica di vescovo. Si tratta dell’abate Jean Baptiste
Orlié di Saint Innocent, elemosiniere nel 1743 e vescovo di Pine-
rolo nel 1749
89
.
Agli altri elemosinieri non confratelli del San
Paolo presenti a corte nel ventennio considerato Carlo Emanuele
III destinò, semmai, abbazie come quelle di Santa Maria di Vez-
zolano e di San Mauro, assegnate nel 1743 rispettivamente a
Carlo Vittorio Solaro di Govone (elemosiniere dal 1732) ed a
Ottavio Isidoro Mossi di Morano (elemosiniere dal 1737).
Se si analizzano le carriere dei quattro confratelli divenuti
vescovi fra il 1746 e il 1757 ci rendiamo conto che per almeno
tre di loro (i fratelli Ignazio e Francesco Agostino Della Chiesa e
89
Su mons. d’Orlié, si vedano i saggi raccolti in
Il Settecento religioso nel
Pinerolese
, 2001,
in particolare C
OZZO
, 2001,
e S
ILVESTRINI
, 2001.
In quello
stesso 1743 d’Orlié fu creato abate di Santa Maria di Cavour.
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