Gattinara (1669-1728), quella di San Genuario per l’abate Gio-
van Battista Marcello Riccardi (†1731) e quella di San Giusto di
Susa per l’abate Vittorio Amedeo Biandrate di San Giorgio (†
1736).
Gli anni di Carlo Emanuele III rappresentarono, in questo
senso, un ritorno al passato. Come ha notato Maria Teresa Silve-
strini, Vittorio Amedeo II aveva colto la formazione dei vescovi,
considerati alla stregua di alti funzionari dello Stato, come un
nodo centrale per la definizione dell’assolutismo sabaudo. A
questo scopo aveva istituito la Congregazione di Superga per
formare i futuri vescovi dello Stato
86
.
In realtà, durante il regno
del suo successore Carlo Emanuele III, la Congregazione fornì
«
nuovi vescovi in misura molto ridotta, certamente inferiore alle
aspettative create dal progetto» che aveva presieduto alla sua
istituzione: fra il 1730 e il 1750, infatti, da essa provennero solo
tre dei vescovi nominati dal sovrano. Anche i professori della
facoltà di teologia – sebbene questa fosse strettamente controlla-
ta dallo Stato – in tutto il regno di Carlo Emanuele III espresse-
ro appena due vescovi
87
.
Al contrario, «la corte» cominciò «a configurarsi come cana-
le istituzionale d’accesso all’episcopato»
88
.
Si trattò, quindi, –
vale la pena notarlo – d’un ritorno al passato: come era già stato
nel Cinque e nel Seicento, il sovrano scelse spesso i vescovi
dello Stato anche fra le fila degli elemosinieri di corte. In parti-
colare – ed è questo l’elemento che interessa particolarmente in
questa sede – fra gli elemosinieri che fossero anche membri della
Compagnia.
86
S
ILVESTRINI
, 1997,
pp. 340-354. Cfr. anche M
ESSINA
, 1988,
e I
D
., 1990.
87
Si tratta del domenicano casalese Enrichetto Virginio Natta (1701-1768),
professore di teologia dogmatica dal 1739 al 1749, poi vescovo di Alba dal
1749
fino alla morte e cardinale dal 1761, e del teatino Michele Casati (1699-
1782),
professore di teologia morale dal 1749 al 1753 e poi vescovo di
Mondovì dal 1753 fino alla morte. Cfr. anche T
UNINETTI
, 1999.
88
S
ILVESTRINI
, 1997,
p. 337.
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