Come si nota dagli ultimi due casi citati, agli elemosinieri
del duca andavano aggiunti quelli della duchessa: se Caterina
d’Asburgo, moglie di Carlo Emanuele I, li aveva portati con sé
dalla Spagna
74
,
Maria Cristina aveva scelto esponenti della nobil-
tà piemontese e così anche Maria Giovanna Battista, moglie di
Carlo Emanuele II. Negli anni delle due reggenze, almeno alcu-
ni degli elemosinieri delle duchesse non solo erano stati per loro
fidati consiglieri, ma avevano spesso svolto anche incarichi poli-
tici e di organizzazione della cultura e del consenso. In quest’ul-
timo caso, per esempio, fu particolarmente attivo Lorenzo Scoto
(1588-1664),
vice primo elemosiniere dal 1654, maestro di ceri-
monie della corte e la cui rilevanza sulla scena culturale sabauda
è stata posta nel giusto rilievo da Maria Luisa Doglio
75
.
Figura
tutta politica fu, invece, l’abate Giovan Battista Amoretti, cui
Maria Cristina affidò importanti missioni diplomatiche e che fu
artefice delle fortune della sua famiglia.
Nel 1680, al momento della formale ascesa al trono di Vitto-
rio Amedeo II (l’effettiva presa del potere avvenne, com’è noto,
quattro anni dopo, nel 1684)
76
,
il primo elemosiniere non solo
guidava la cappella ducale, ma costituiva una delle persone più
vicine al sovrano, come indica chiaramente il ruolo assegnatogli
dal cerimoniale di corte. Da un lato, infatti, il primo elemosinie-
re doveva stare accanto al duca in tutte le funzioni religiose cui
questi prendesse parte (non solo messe e processioni, ma anche
le cerimonie relative, per esempio, alla Sindone o agli ordini
cavallereschi della dinastia). Dall’altro egli poteva entrare libe-
ramente nella camera del duca (a patto che questi si fosse già
alzato), sedeva obbligatoriamente a capo della sua tavola ed era
tenuto ad accompagnarlo in ogni suo viaggio. Il rango del primo
elemosiniere, poi, era nettamente distinto da quello degli altri
elemosinieri (il cui numero oscillava, normalmente, fra quattro e
74
M
ERLIN
, 1991.
75
Su Scoto, cfr. almeno D
OGLIO
, 2002,
pp. 591-600.
76
S
YMCOX
, 1985;
I
D
., 2002*,
pp. 242-244.
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