della Casa del deposito nell’Opera delle convertite
65
.
Un atto che
se non era in controtendenza con il resto della Compagnia, la
quale non vedeva affatto di buon occhio – come s’è detto – il
progetto di Carlo Emanuele III, indicava almeno una volontà di
mediazione che è lecito immaginarsi avesse nel sovrano il pro-
prio ispiratore. In ogni caso, sino al 1745 egli continuò a ricopri-
re cariche nella Compagnia.
Nel 1741 un altro confratello del San Paolo divenne vesco-
vo: mi riferisco all’abate Ignazio Grisella di Rosignano (1689-
1756).
Questi risulta aver seguito un percorso per più aspetti
simile a quello di mons. De Villa.
Grisella apparteneva ad una famiglia della più antica nobiltà
di Casale, fra le poche ad essersi schierate subito dalla parte
sabauda dopo l’annessione del Monferrato nel 1713
66
.
Il marche-
se Giacinto Maria Grisella di Rosignano (1651-1720) aveva pia-
nificato le carriere dei suoi tre figli maschi in modo quanto mai
classico. Il primogenito Ottavio (1685-1749) ebbe l’eredità, oltre
che di beni e feudi, del ruolo che la famiglia deteneva sulla scena
comunale di Casale, del cui ceto dirigente fu esponente di rilievo
sino alla morte. Il secondogenito Carlo Giuseppe (1688-1750) fu
destinato alla carriera delle armi ed alla corte: ufficiale dei drago-
ni di Piemonte, fu figura di spicco delle corti delle tre mogli di
Carlo Emanuele III. Al terzogenito Ignazio (1689-1756), come
visto, toccò l’abito religioso. Per l’ultimogenito Antonio Maria
(
nato nel 1701), infine, il padre ottenne l’ascrizione all’Ordine di
Malta, sotto le cui bandiere entrò al servizio dell’Impero
67
.
Negli
65
Cfr.
Supplica presentata a Sua Maestà dal cavaliere Ignazio della Villa, con
progetto di capitoli per la erezione in questa città
[
di Torino]
d’una pia opera
da denominarsi delle convertite
,
in AST, s.p.,
Materie ecclesiastiche, Luoghi
pii di qua da monti
,
m. 18 di 1
a
add.,
Opera delle convertite
,
f. 1.
66
Diversi dati sui Grisella nel Monferrato dei Gonzaga sono in R
AVIOLA
,
2003*.
Sul Monferrato dopo l’annessione da parte di Vittorio Amedeo II ed in
particolare sull’atteggiamento della nobiltà di Casale verso i nuovi sovrani,
cfr. M
ERLOTTI
, 2000*,
pp. 111-138; I
D
.,
in corso di stampa.
67
M
ERLOTTI
, 2000**,
p. 25. Si veda anche M
ARCHISIO
, 1985,
pp. 79-80.
164