entrambi come ufficiali di cavalleria, ed erano destinati a raggiun-
gere importanti cariche nella capitale: Ercole Tommaso sarebbe
stato comandante della città per quasi un quindicennio (1747-
1762),
mentre Francesco Maria sarebbe stato posto da Carlo
Emanuele III alla guida dell’Accademia Reale, la più importante
istituzione per la formazione della nobiltà presente nella capitale
sabauda
63
.
Anche Alessandro Luigi, fratello minore di Ignazio, si
diede alla vita militare, coronando una brillante carriera di ufficia-
le di fanteria prima con la nomina a comandante di Saluzzo (nel
1752)
e poi con la chiamata a corte come scudiere e gentiluomo
di bocca del re.
È interessante notare, quindi, che i due membri della famiglia
che non scelsero il mestiere delle armi ebbero entrambi la Com-
pagnia di San Paolo come terreno d’azione. È lecito chiedersi,
semmai, perché Ignazio – l’unico civile (né militare né religioso)
dei cinque cugini De Villa – non sia entrato nel Consiglio della
città (ma forse ostavano legami parentali contrari al regolamento
del 1687 e che potrebbero esser resi solo da un’accurata ricostru-
zione genealogica, non congrua a questa sede).
Nel 1741, quando la stipula del concordato con Benedetto
XIV rese finalmente possibile provvedere ai vescovadi vacanti,
Carlo Emanuele III pensò anche all’abate De Villa, cui assegnò
la prestigiosa diocesi di Ivrea
64
.
Da questo momento, per monsi-
gnor De Villa la Compagnia di San Paolo cessò
naturaliter
di
esser un terreno d’azione politica. Più complesso è stabilire la
linea adottata dal cugino Ignazio. Quest’ultimo, come s’è detto,
sino ad allora era restato su ruoli di seconda linea, partecipando
da questi alle più ampie strategie familiari. In quello stesso 1741
in cui l’abate Michele Vittorio ottenne la mitra eporediense, il
cavaliere Ignazio fu autore d’un piano per la trasformazione
63
Sull’Accademia Reale si vedano i lavori di Paola Bianchi citati
supra
,
nota
42.
64
Alcuni spunti sugli anni eporediesi di monsignor Villa si trovano nei saggi
raccolti in
Il salone degli affreschi
, 1997.
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