Il suo ingresso nella Compagnia, nel 1722, marcò una svol-
ta. Nel 1723 fu cooptato nel Consiglio della Compagnia, dove
era destinato a restare per quasi vent’anni, sino al 1741. Nei
cinque anni successivi egli ricoprì diverse cariche operative:
fra 1723 e 1728 sedette nel Consiglio d’amministrazione della
Casa del soccorso; dal 1726 al 1728 fu uno dei due rettori del-
l’Ospedale di carità nominati dalla Compagnia; nel 1728 fu
scelto fra gli «invigilatori» sopra le liti. Nello stesso tempo
ricoprì anche le cariche di protettore degli infermi (1723-1728),
di direttore delle messe (1725-1728) e di lettore delle medita-
zioni (1725).
Nel febbraio 1728 mons. Francesco Arborio di Gattinara
(1658-1743),
divenuto arcivescovo di Torino nel giugno del pre-
cedente 1727, volle l’abate Michele Vittorio proprio vicario
62
.
De
Villa lasciò, allora, tutte le cariche minori sin allora ricoperte in
Compagnia, ma continuò a restare in Consiglio. A dare maggior
forza all’abate De Villa all’interno della Compagnia fu, poi, la
cooptazione fra i ranghi di questa, nel 1727, del cavalier Ignazio
Antonio De Villa (n. 1692), suo cugino, legato alla corte del prin-
cipe di Carignano, di cui fu maggiordomo e primo gentiluomo.
D
E
V
ILLA DI
V
ILLASTELLONE
Ercole Francesco
Carlo Bernardino
Francesco Maria Angelo
Ercole Tommaso
Michele Vittorio
Francesco Maria
Ignazio
Alessandro Luigi
(1684-1766)
(1685-1764)
(1688-1766
ca)
(1692-1750
ca)
ufficiale di fanteria
ufficiale di cavalleria
vicario capitolare di Torino
ufficiale di cavalleria
comandante di Saluzzo
comandante di Torino (1747-62) vescovo di Ivrea (1741-64) comandante l’Accademia Reale
(1752-1760)
gran maestro d’artiglieria (1762)
(1755-1766)
cavaliere dell’Annunziata (1763)
62
Oltre all’abate Villa, mons. Arborio nominò vicario l’abate Filippo
Domenico Tarino (1667-1733), dal 1722 vicario generale apostolico
dell’Abbazia di San Benigno, poi sostituito dall’abate Carlo Giacinto Bulioni
(
T
UNINETTI
-
D’A
NTINO
, 2000,
pp. 122-123).
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