alla costruzione della cappella intitolata all’apostolo all’interno
dell’edificio sacro
8
.
In effetti, secondo quanto riportato dal
Tesauro, l’edificazione della cappella iniziò qualche anno avanti
e precisamente nel 1585, con l’assegnazione da parte dei gesuiti
della prima cappella sul lato destro della chiesa, in cui erano
ricoverate le reliquie dei martiri tebani, che vennero traslate pres-
so l’altar maggiore. Le vicende costruttive della cappella, alme-
no nella fase iniziale, sono note solo in sunto, attraverso il citato
Repertorio degli ordinati
,
ma da quanto si evince apprendiamo
che nel 1612 vennero saldati scudi 500, a compimento della
costruzione della stessa e che sempre nello stesso anno venne
fatta imbiancare
9
.
Ma già dal 1607 sull’altare era stata innalzata la grande tela
con l’effige del Santo titolare, immagine ieratica e celebrativa,
donata alla confraternita da Federico Zuccari, divenuto sanpaoli-
no durante la permanenza torinese in occasione dell’allestimento
della grande Galleria Ducale, che vi appose la sigla F Z ai lati del
suo pan di zucchero gigliato e la data
10
.
La tipologia compositiva
8
L’annotazione è trascritta, sia alla voce «Cappella di San Paolo» sia a quel-
la «Gesuiti», in ASSP,
CSP
,
Repertorio degli ordinati
,
vol. 27, «Gesuiti», e
anche in
ibid.
,
Repertori dei lasciti
,
vol. 162,
s.v.
«
Cappella di San Paolo». Si
veda inoltre S
IGNORELLI
, 2000**,
in particolare pp. 259-261.
9
Il riferimento a questi fatti venne riportato sotto più voci all’interno del
Repertorio degli ordinati
,
così come fu annotato anche nei
Repertori dei
lasciti
:
ASSP,
CSP
,
Repertorio degli ordinati
,
vol. 27,
s.v.
«
Cappella di San
Paolo» e
s.v.
«
Gesuiti»;
ibid.
,
Repertori dei lasciti
,
vol. 162,
s.v.
«
Cappella di
San Paolo».
10
Lo Zuccari, secondo quanto riportato dal Tesauro, era entrato a far parte
della Compagnia nel 1605, durante il periodo di permanenza a Torino per l’al-
lestimento della grande Galleria Ducale. L’attribuzione dell’opera, conferma-
ta dalle iniziali del pittore apposte al dipinto, è ribadita proprio dalla citazio-
ne che il Tesauro ne fece nell’
Istoria
,
con riferimento alla perduta opera del
padre Leonardo Magnano (T
ESAURO
, 2003,
p. 260). Sulla presenza a Torino
dello Zuccari, si vedano: D
ARDANELLO
, 1995,
in particolare pp. 97-104; B
AVA
,
1995,
pp. 224-236; A
CIDINI
L
UCHINAT
, 1998-1999,
II, pp. 253-260;
K
LIEMANN
, 1999,
pp. 317-346.
13