Nella seconda fase (1733-1736) l’ampliamento del Consi-
glio non portò ad un sostanziale aumento dell’incidenza in esso
dei confratelli/decurioni: nonostante il numero complessivo dei
consiglieri salisse sino a quasi 50, infatti, essi non superarono la
decina, oscillando fra un sesto ed un quinto dei componenti il
Consiglio (cfr. tab. 5/b).
Nella terza fase (1737-1773), infine, il numero dei consiglie-
ri si stabilizzò intorno ai 20 (tranne nei primi anni della guerra di
Successione Austriaca, quando giunse a punte di 26 e 27), ma la
percentuale fra loro di confratelli/decurioni restò relativamente
ridotta, quasi mai più d’un quarto. Solo nel 1773, nell’ultimo
anno del periodo qui preso in considerazione, si ebbe una presen-
za di confratelli/decurioni pari a quasi la metà, ma si tratta di un
dato in controtendenza con il quarantennio precedente e che
dovrebbe esser confrontato con i dati dei successivi anni di regno
di Vittorio Amedeo III (cfr. tab. 5/c).
La situazione non cambia se dai consiglieri ci si sposta ai pro-
tettori generali: fra di loro, anzi, il numero dei confratelli/decurio-
ni fu ancor più ridotto (cfr. tab. 5/d).
L’essere decurione, infine, sembra che almeno per un certo
tempo non garantisse di per sé l’accesso alle cariche più alte del
San Paolo. Dal 1730 al 1742, infatti, solo due rettori ed un vice
rettore della Compagnia furono scelti tra i confratelli/decurioni.
Questa linea sembra esser mutata con gli anni della guerra di
Successione Austriaca, quando per ben due anni – nel 1743 e nel
1745 –
entrambe le cariche furono assegnate a confratelli/decu-
rioni
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.
Dagli anni Cinquanta, in effetti, fu più frequente che un
confratello/decurione fosse chiamato ad assumere le cariche di
rettore e vice rettore della Compagnia (cfr. tab. 5/e).
Un dato pare chiaro: per tutto il regno di Carlo Emanuele III
i confratelli/decurioni non costituirono l’
élite
dirigente della
55
Nel 1743 rettore fu il conte Paolo Maurizio Losa e vice rettore l’avvocato
Giovan Battista Brunengo. Nel 1745 rettore fu il conte Gabaleone di Salmour
e vice rettore il conte Carlo Giuseppe Armano di Gros.
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