acquistare il feudo di San Germano. Dal 1747 per circa un ven-
tennio il neo-conte non ricoprì più incarichi nella Compagnia,
concentrando la sua attività pubblica nella funzione di avvocato
della città. Superati i settant’anni, però, Calandra tornò ad un
ruolo più attivo. Nel 1769 fu cooptato fra i protettori generali
della Compagnia e nel 1771 nel Consiglio della stessa. Nel 1776,
inoltre, ricoprì l’incarico di chiavario della città.
Considerando che l’avvocato della città era al corrente di
tutte le cause e le liti che questa aveva in corso ed aveva, inoltre,
libero accesso a tutte le carte del Comune, il fatto che per quasi
cinquant’anni questi fosse un membro della Compagnia di San
Paolo (la quale ebbe tra le sue fila, inoltre, anche diversi archivi-
sti della città) rende ancora più evidente che la Compagnia – o
almeno alcuni suoi confratelli – erano perfettamente a conoscen-
za della situazione economica e giuridica del Municipio.
Sin qui ho cercato di evidenziare i rapporti fra Compagnia di
San Paolo e Consiglio di città in un unico senso, mostrando pre-
senza e ruolo dei confratelli/decurioni nelle strutture comunali. A
questo punto, però, credo necessario ribaltare la prospettiva. La
domanda che ci si deve porre è, cioè, quanto i confratelli/decu-
rioni contassero all’interno della Compagnia, in particolare nel
Consiglio della stessa, che, in senso lato, le dettava la linea.
Fra il 1730 e il 1773 i confratelli che entrarono a far parte del
Consiglio del San Paolo o che divennero protettori generali della
Compagnia (nella maggior parte dei casi, i protettori erano stati
prima diversi anni in Consiglio) furono 128. Si tratta d’un nume-
ro relativamente ristretto, se si considera che le cariche di consi-
gliere e di protettore generale erano rinnovate di anno in anno.
Ciò nonostante, vi furono consiglieri che restarono in carica
venti e più anni di seguito, come il conte Losa di Solbrito, dal
1737
alla morte, nel 1762, o anche più, come l’abate Giacinto
Berta, entrato in Consiglio dal 1738 e che vi sedette ininterrotta-
mente sino almeno al 1773 (ultimo anno della mia indagine).
Riservandomi di affrontare in un altro studio la composizione
sociale del Consiglio della Compagnia nel XVIII secolo, mi
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