provenienza di entrambi i sindaci, del mastro di ragione, d’un
ragioniere, d’un chiavario, del direttore del Monte di San Gio-
vanni Battista, di due dei rettori di nomina municipale dell’Ospe-
dale di carità dalle fila dei confratelli/decurioni attestava un pote-
re che, per quanto difficilmente restituibile dallo storico odierno,
era chiaramente percepibile dai contemporanei che avessero una
qualche conoscenza degli
arcana imperii
.
La Compagnia, peraltro, fu abile a sfruttare gli spazi di
manovra che le erano stati aperti dalla situazione bellica. Esem-
plare in questo senso mi pare la vicenda della Casa del deposito.
Nel 1741 Carlo Emanuele III decise di trasformare la Casa
del deposito, che la Compagnia di San Paolo aveva fondato tra
1683
e 1684, in una nuova struttura che avrebbe dovuto assume-
re il nome di Opera delle convertite
45
.
Stando ad una ricostruzio-
ne dei fatti stilata qualche anno dopo dal conte Filippo Domeni-
co Beraudo di Pralormo, presidente della Camera dei conti
46
,
Carlo Emanuele III era stato indotto a ciò, quando aveva saputo
che un ignoto «benefattore» era disposto a offrire a quest’Opera,
qualora fosse istituita, un legato annuo di 1000 lire e che sareb-
be stato disponibile a lasciarvi anche la propria intera eredità, sti-
mata in circa 70.000 lire.
Al di là del caso specifico, si trattava d’una decisione che
ben si collocava nel quadro di revisione e maggior controllo
della politica assistenziale sabauda iniziato da Vittorio Amedeo
II e proseguito da Carlo Emanuele III
47
.
45
La migliore ricostruzione delle vicenda è offerta da B
AIETTO
, 1989,
,
cui
rimando.
46
Parere del conte e primo presidente della Camera Pralormo circa l’aggre-
gazione all’Opera del Deposito della nuova opera progettata erigersi per for-
zato ritiro delle donne peccatrici
(17
ottobre 1744), in AST, s.p.,
Materie
ecclesiastiche, Luoghi pii di qua da monti
,
m. 18 di 1
a
add.,
Torino. Opera
delle convertite
,
f. 7. Su Pralormo, si veda la biografia scritta dal figlio
Vincenzo Sebastiano edita ed annotata in M
ERLOTTI
, 2003**,
pp. 125-155.
47
Fondamentale è a questo proposito C
AVALLO
, 1995.
Cfr. anche M
OODY
,
2001.
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