Non stupisce, quindi, che fra gli anni Quaranta e Cinquanta
il conte di Salmour fosse fra i protagonisti del fitto intreccio di
rapporti fra corte, Compagnia e Consiglio di città, agendo come
una sorta, insieme, di garante e mediatore, che aveva il suo unico
vero referente nel sovrano. Di questo ruolo costituiscono una
sorta di simbolo le due nomine a rettore del San Paolo nel 1745
e nel 1752 (in mezzo alle quali si collocano le cariche di mastro
di ragione e di chiavario del comune rispettivamente nel 1746 e
nel 1749): nessun altro confratello fu mai nominato per tre volte
rettore della Compagnia.
Anche la famiglia Losa era entrata nella feudalità sabauda
alla metà del Seicento (pur vantando una più antica appartenen-
za al secondo stato). Durante la guerra civile, i Losa erano stati
una delle non molte famiglie del decurionato torinese a schierar-
si con Maria Cristina. Paolo Maurizio Losa (1693-1762) era
entrato nella Compagnia (nelle cui fila era stato anche il padre,
Giuseppe Francesco) nel 1736, divenendone vice rettore e consi-
gliere nel 1737. Nel Consiglio del San Paolo sarebbe rimasto
ininterrottamente sino al 1759. Rettore della Compagnia nel
1743,
lo stesso anno fu chiamato nel Consiglio di città come
decurione di prima classe e nel 1744 fu eletto sindaco. La nomi-
na a mastro di ragione nel 1748 fu per Losa l’inizio d’una rile-
vante presenza in Consiglio, che non comportò mai, però, il dira-
darsi nel suo ruolo in Compagnia. Mastro di ragione ancora nel
1753
e nel 1756, sindaco nel 1757, nel 1754 fu eletto, per la
seconda volta, rettore del San Paolo.
Del tutto differente, invece, il profilo dell’avvocato Giovan
Battista Bonaventura Brunengo (†1767). Di famiglia non appar-
tenente al secondo stato, era divenuto confratello della Compa-
gnia di San Paolo nel 1732, entrando l’anno dopo fra i governa-
tori del Monte di pietà, nelle cui fila restò sino al 1736. Nel 1737
era stato cooptato nel Consiglio di città, come decurione di secon-
da classe. Per alcuni anni l’avvocato Brunengo non ricoprì cari-
che né in Compagnia né nel Consiglio di città, sino a quando,
nel 1741, venne nominato sindaco di seconda classe. Da allora
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