chierese nobilitatasi all’inizio del Seicento
38
,
Francesco Giacinto
era entrato nella Compagnia di San Paolo nel 1725 venendo
cooptato nel Consiglio della stessa già nel 1726. Nel 1727 era
entrato anche nel Consiglio di città come decurione di prima
classe. Le sue nomine erano state fortemente sostenute da Vitto-
rio Amedeo II che nel 1729 lo volle protettore dell’allora istitui-
to Collegio delle provincie
39
.
In quello stesso anno il conte di Sal-
mour fu sindaco di prima classe e nel 1730 rettore della Compa-
gnia. Il suo ruolo di uomo del re trovò un’importante consacra-
zione anche sul terreno del cerimoniale quando il 14 maggio del
1731
Carlo Emanuele III ordinò al Consiglio di Torino che al
conte di Salmour fosse concesso di sedersi accanto al sindaco
«
perché secondo solo a questo per importanza»
40
.
Negli anni successivi, mentre continuava a sedere nel Con-
siglio del San Paolo (vi restò ininterrottamente sino alla morte),
Salmour fu posto a capo di due importanti istituzioni: nel 1731 il
sovrano lo nominò presidente capo del Consiglio di commercio
41
e nel 1734 governatore dell’Accademia Reale (carica che ricoprì
sino alla morte), il più prestigioso istituto educativo della capita-
le, riservato alla più alta nobiltà italiana ed europea
42
.
Più volte
cooptato nella ragioneria del comune (dove risulta nel 1733, nel
1736
e nel 1739), dal 1737 al 1739 il conte di Salmour fu anche
riformatore dell’Università, pur se l’esperienza non fu priva di
contrasti
43
.
38
B
ARBERIS
, 1988,
pp. 91-101; M
ERLOTTI
, 1998.
39
R
OGGERO
, 1987,
pp. 15-20, 31, 35, 37.
40
R
OCCI
, 1988,
II, pp. LXIX-LXX.
41
Fu in questa veste che, insieme ad altri tre alti funzionari, il conte di
Salmour elaborò un interessante progetto per la realizzazione d’una stampe-
ria di Stato (B
RAIDA
, 1995,
pp. 65-67).
42
La grande importanza – italiana ed europea – dell’Accademia Reale, è stata
solo recentemente posta in luce dagli studi di Paola Bianchi. In attesa del libro
che la studiosa sta scrivendo su tale istituto, si vedano B
IANCHI
, 2002,
pp. 186-
203;
E
AD
., 2003*;
E
AD
., 2003**.
43
V
ALLAURI
, 1845-1846,
III, pp. 104-107; S
ILVESTRINI
, 1997,
p. 346.
141