archivista della città, uno dei principali ufficiali dell’amministra-
zione comunale
28
.
Confratello – ed, anzi, economo generale della
Compagnia (carica che rivestiva già nel 1722 ed avrebbe mante-
nuto sino al 1737) – era anche il vicario di città, quel Marco
Antonio Ceveris di Burolo che Vittorio Amedeo II aveva impo-
sto alla città nel dicembre del 1723
29
.
La situazione del 1730 rappresenta, peraltro, un caso ecce-
zionale: nei successivi quarantatré anni di regno di Carlo Ema-
nuele III la Compagnia non riuscì più a realizzare un simile
exploit
nell’assegnazione delle cariche
30
.
A rimanere immutata
fu, invece, l’incidenza dei confratelli tra i decurioni della città.
Se dal 1730, infatti, ci si sposta a vent’anni dopo, nel 1750,
la percentuale di confratelli tra i decurioni risulta stabile: i con-
fratelli/decurioni erano 23 (12 nella prima classe, 11 nella secon-
da). Nel 1773, anno di passaggio dal regno di Carlo Emanuele III
a quello di Vittorio Amedeo III, il dato era sceso di poco: i con-
fratelli/decurioni erano 21 (11 nella prima classe, 10 nella secon-
da). Il dato non muta significativamente neppure se prendiamo,
per esempio, il 1766, ultimo anno prima dell’emanazione, nel
1767,
di un nuovo regolamento comunale: in questa data, infatti,
i confratelli/decurioni erano 20 (10 per classe).
Questa uniformità non può essere interpretata come una
coincidenza. Il fatto che nel 1730, nel 1750, nel 1766 e nel 1773
su sessanta decurioni poco più d’una ventina fossero della Com-
pagnia di San Paolo era frutto, al contrario, d’una ben gestita
28
Cfr.
supra
,
nota 23.
29
Il conte Marco Antonio Ceveris di Burolo (1678-1746), primo vicario nomi-
nato dal sovrano e non dal Municipio, resse l’incarico sino alla metà del 1730.
Ora, se da un lato Ceveris ebbe un rapporto spesso burrascoso con i decurio-
ni ed il Consiglio di città, dall’altro era uno dei principali esponenti della
Compagnia di San Paolo, in cui era entrato nel 1685 e di cui, negli anni del
vicariato, era economo generale (ricopriva questa carica almeno dal 1722 e la
resse sino al 1737).
30
Anche se, comunque, almeno in quattro anni – 1751, 1754, 1759 e 1771 –
vi si avvicinò, conquistando il mastro di ragione e tre dei quattro ragionieri.
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