Fortunato superstite d’una serie che doveva indubbiamente esser
più ampia, questo
Registro
è diviso in due parti.
La prima contiene l’elenco dei confratelli entrati nel San
Paolo fra il 1668 e il 1757. La seconda l’elenco dei membri chia-
mati a ricoprire cariche nella Compagnia – gli ufficiali – dal
1722
al 1783. Poiché non tutti i membri della Compagnia erano
anche ufficiali della stessa, la prima parte del
Registro
costitui-
sce una fonte eccezionale per comprendere chi fossero nel loro
complesso i confratelli. Gli elenchi degli ufficiali sono, invece,
di grandissima utilità per ricostruire i percorsi d’una parte dei
confratelli nelle strutture di autogoverno della Compagnia.
2.
C
OMPAGNIA DI
S
AN
P
AOLO E
M
UNICIPIO NELLA
T
ORINO DI
C
ARLO
E
MANUELE
III
Gli studi sulla Compagnia di San Paolo fra Cinque e Seicen-
to hanno insistito sullo stretto rapporto che questa aveva con il
Consiglio di città. Anna Cantaluppi ha sottolineato come alcuni
dei più importanti esponenti della Compagnia negli anni di Carlo
Emanuele I (1580-1630) fossero anche figure di rilievo del Con-
siglio di città
9
.
Claudio Rosso, poi, ricostruendo le vicende tori-
nesi fra 1630 e 1680 ha descritto i confratelli come «una sorta di
lobby
estesa ed influente», particolarmente connessa con le strut-
ture di governo municipali
10
.
Porsi il problema se lo stretto rapporto fra Compagnia di San
Paolo e Consiglio di città, esistente per tutto il XVII secolo, fosse
sopravvissuto alle riforme di Vittorio Amedeo II
11
mi pare un
utile punto di partenza per comprendere il ruolo della compagnia
nella Torino di Carlo Emanuele III.
9
C
ANTALUPPI
, 1999,
pp. 91-92.
10
R
OSSO
, 2002,
p. 167.
11
Sul riformismo amedeano, si vedano C
ARUTTI
, 1863;
Q
UAZZA
, 1957;
S
YMCOX
, 1985.
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