PRESENTAZIONE
Prosegue con questo Quaderno l’indagine su alcuni momenti della storia
della Compagnia di San Paolo volta a far emergere, secondo la natura degli
studi ospitati, una documentazione archivistica ancora scarsamente indagata,
ma particolarmente utile per favorire più ampie ed organiche ricostruzioni sto-
riche dell’Istituzione. I temi affrontati in questo volume si riferiscono alla for-
mazione del patrimonio artistico sanpaolino, alla costruzione della nuova sede
di via Monte di Pietà e allo studio del ruolo che la nobiltà svolse, soprattutto nel
secolo XVIII, per l’affermazione della Compagnia sulla scena politico-econo-
mica sino allora prerogativa della Corte e del Comune di Torino.
Laura De Fanti, che da tempo si dedica allo studio di problematiche arti-
stiche fra cui quelle relative al rapporto gesuiti e sanpaolini, esamina le scelte e
gli orientamenti seguiti per la costituzione del patrimonio artistico della
Compagnia di San Paolo, funzionale allo scopo istituzionale della stessa.
Emerge in questo contesto l’appoggio costante, specialmente di carattere finan-
ziario, alla costruzione ed abbellimento della chiesa dei Santi Martiri Solutore,
Avventore e Ottavio, in particolare per quanto riguarda la costruzione dell’alta-
re dedicato a San Paolo, con il dipinto di Federico Zuccari, elemento portante
della devozione dei sanpaolini, utilizzato nella parte sottostante come luogo di
inumazione dei confratelli. Contigua alla chiesa vi era la sede del Monte di
pietà, luogo dell’attività della Compagnia e l’Oratorio. Qui si formò nel tempo
il patrimonio artistico dei sanpaolini che inizia con il quadro di Alessandro
Ardente dedicato a
La caduta di S. Paolo
e che prosegue con la grande opera-
zione di cui fu regista Emanuele Tesauro, primo storico della Compagnia. Si
tratta di una serie di dipinti con episodi della vita di San Paolo opera di pittori
quali Caravoglia, Sacchetti, Dauphin e Andrea Pozzo. La regia del Tesauro
giunse fino alla stesura dei motti che adornano i dipinti, nei quali erano inseri-
ti gli stemmi di famiglie nobili, ascritte alla Compagnia, a cui diedero lustro.
Il secondo saggio studia la questione del trasferimento della sede della
Compagnia dall’isolato di San Paolo, deciso alla fine del secolo XVII per il forte
incremento di confratelli e la difficoltà ad usare l’Oratorio. Il progetto fu realiz-
zato attraverso un’operazione di carattere finanziario-immobiliare che comportò
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