la cessione da parte della Compagnia ai Gesuiti dell’area di sua proprietà. Con
la cifra ricavata e con l’accensione di una serie di prestiti venne acquistato il
palazzo Nicolis di Robilant, non lontano dai Santi Martiri. Lo studio esamina,
riportandoli in appendice, i bilanci della Compagnia di quegli anni, evidenzian-
do i rapporti che intercorrevano fra le varie entità della stessa (Monte di pietà,
Casa del soccorso e Casa del deposito, Oratorio). È stata anche inserita una
documentazione relativa al censimento del 1705, i contratti con i capomastri e le
parti dei bilanci riguardanti questa complessa operazione. È emersa inoltre una
serie di rendiconti che si presume siano stati avocati dallo Stato sabaudo duran-
te il cosiddetto «affare Berlenda» di cui si parla più diffusamente nel testo.
Andrea Merlotti, studioso di problematiche dell’Antico Regime subalpino
e in particolare di quelle relative alla nobiltà, analizza l’atteggiamento dei san-
paolini nei confronti dei due protagonisti della storia torinese di Antico Regime:
la Corte e la Municipalità.
L’indagine, incentrata sul periodo del regno di Carlo Emanuele III (1730-
1773),
contribuisce ad arricchire la conoscenza delle vicende settecentesche
della Compagnia, rimaste piuttosto in ombra rispetto a quelle dei due secoli
precedenti. Attraverso l’utilizzo di fonti incrociate, e in particolare dell’elenco
dei confratelli ascritti fra il 1668 e il 1757, l’autore evidenzia il ruolo rivestito
dalla Compagnia di San Paolo quale influente centro di potere in grado di con-
dizionare l’attività del Municipio, conservando una sostanziale indipendenza.
Non a caso numerosi decurioni nel Consiglio di Città erano contemporanea-
mente confratelli sanpaolini.
Particolarmente significative risultano le carriere di alcuni personaggi che
raggiunsero posizioni di rilievo nell’amministrazione sabauda, nel Consiglio
comunale e nella Compagnia, come nel caso di Francesco Giacinto Gabaleone
di Salmour, sanpaolino dal 1725. Egli fu rettore della Compagnia, sindaco di
prima classe della città di Torino, capo del Consiglio di Commercio, governato-
re della Accademia Reale, riformatore dell’Università e protettore del Collegio
delle Provincie di cui avviò la formazione e la costruzione.
La conferma della significativa funzione della Compagnia di San Paolo,
da un lato, i suggestivi spunti offerti dall’analisi di nuova documentazione, dal-
l’altro, rendono auspicabili ulteriori sviluppi delle ricerche almeno fino al ter-
mine degli anni della Restaurazione.
Walter E. Crivellin
Bruno Signorelli
Università di Torino
Presidente della S.P.A.B.A.
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