A fronte di testimoni che le ricordavano le lontane origini
sociali del consorte, ma consapevole della posizione da questi
raggiunta e memore, soprattutto, del suo cognome da nubile,
Laura dispose di essere sepolta «nella chiesa di San Francesco
di Turino (se però in Turino morirà), et nella cappella de’
signori Fontanella». Il corteo funebre sarebbe stato seguito da
tutte «le relligioni, confraternite et compagnie della presente
città solite ad accompagnar morti alla sepoltura» e da dodici
poveri vestiti per l’occasione e muniti di torce. «In una pietra
di marmo» sarebbe poi stata fatta «scolpire l’arma Grimalda
con un breve epitafio continente il nome et cognome di detta
signora testatrice insieme [a] un poco di memoria in generale
della carità fatta […] al convento di Santo Francesco et essa
pietra con detto epitaffio posta sopra l’arco di detta capella».
Al fasto del funerale avrebbe fatto seguito la celebrazione di
svariate messe e il versamento ai francescani torinesi di un
sostanzioso legato di 2000 lire genovesi.
Ancor più ricco quello predisposto per l’Ufficio della
Misericordia di Genova, beneficiario di un lascito di 6300 lire
di Genova al quale avrebbero attinto anche l’«Hospitale gran-
de» e quello piccolo per 25 lire cadauno, i Padri di Gesù Maria
per 100 e quelli di San Rocco per 50. Inoltre l’Ufficio della
Misericordia (equivalente, si presume, all’Ufficio pio della
Compagnia di San Paolo) avrebbe gestito gli interessi di altre
6000
lire, da utilizzare per «maritare o monacare povere o biso-
gnose figlie della casa Ceba […] tanto legittime che naturali
esistenti tanto in Genoa, sul Genoese che altrove, prefferendo
sempre li più prossimi parenti di detta signora testatrice». Parte
degli stessi interessi sarebbero stati destinati alle doti delle
«
povere figlie della casatta di Grelli» o, in loro difetto, di «altre
povere figlie, come si dice a Genova, de’ caroggetti». Solo in
ultima battuta, come si vede, le ragazze dei vicoli cittadini (i
«
caruggi») sarebbero state beneficiarie della munificenza della
nobildonna: la carità appare qui e in altri lasciti dell’Archivio
Storico San Paolo ben lontana dall’essere anonima, disinteressata
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