4.
U
N CASO ESEMPLARE
:
IL TESTAMENTO DI
L
AURA
G
RIMALDI
E IL PERCORSO DEI
F
ONTANELLA
Uno dei documenti più significativi tra quelli rimasti
all’Archivio Storico della Compagnia è senza dubbio il testa-
mento dettato il 5 febbraio del 1599 da Laura Grimaldi
Fontanella, «nobile cittadina di Genoa, moderna moglie […]
del signor Giovanni Donato Fontanella»
82
.
L’atto fu stipulato
a Torino, «nella sala bassa della casa d’habitatione del […]
signor Fontanella, mercante fondighiero millanese residente
in detta città […], situata sotto la parrocchia de’ Santi Simone
e Giuda, qual è delli fratelli Nomis»
83
,
a ulteriore testimonian-
za dei legami tra membri del consiglio comunale (il chiavaro
Cesare Nomis era tra questi ed era dunque collega del suo
inquilino Fontanella). Presenziarono al dettato delle ultime
volontà della Grimaldi, ancora in salute, un esponente
del ceto intellettuale cittadino – il «molto magnifico
Marc’Antonio Sivori, lettor canonista nel’alma Università» di
Torino – ma soprattutto diversi rappresentanti del mondo
mercantile e artigiano, la maggior parte dei quali stranieri:
mastro Antonio Turcone, menusiero, di Carignano, in Torino residente;
mastro Guglielmino Terbo, di Fossano, sarto in Torino; mastro Alessandro
Laffranchi, parimenti sarto, di Torino; mastro Baldassarre Bruzzo, caliga-
ro di Torino, mastro Ottavio Bachiardotto, menusiero della detta città, et
mastro Nicolino Croce, calzetero genoese in Turino residente
84
.
96
82
Ibid.
,
scat. 97, fasc. 111/1.
83
Ibidem
.
Uno dei fratelli è quasi certamente il dottore in legge Cesare,
già presente tra i consiglieri di Torino nel 1580 (ASCT,
Ordinati
, 1580,
c. 54
v
),
nominato tra i quattro chiavari della città nel 1590 (i
bid.
, 1590,
c. 56) e presidente della Camera dei conti nel ’96 (
ibid.
, 1596,
c. 51).
84
ASSP,
Compagnia di San Paolo, Lasciti
,
scat. 97, fasc. 111/1. Da sot-
tolineare la presenza di un fabbricante di calze (ligure), professione che,
secondo Cerutti, attecchì poco a Torino (C
ERUTTI
, 1992,
p. 27).