che prescriveva di «conservare fra di loro una scambievole
carità»
61
.
Va anche sottolineato che il dono di censo dell’Ursio
inaugurò una pratica destinata ad affermarsi nel secolo suc-
cessivo e ancor più nel corso del Settecento; pur con tutti i
problemi di natura economico-giuridica che poteva causare,
infatti, l’utilizzo dei censi come strumenti di credito fu ampia-
mente favorito dai membri della Compagnia poiché in tal
modo, come hanno mostrato ricerche recenti, si poteva dis-
porre rapidamente di capitali fruttiferi
62
.
Generoso con la Casa del soccorso, ma questa volta
senza vincoli, fu anche Battista Gracis (o Gratiis), protagoni-
sta della vita politica torinese
63
e mastro auditore della
Camera dei conti. Egli lasciò infatti alla Compagnia un censo
di 500 scudi, con relativi interessi, «per maritar figliole», dis-
ponendo per il resto di essere sepolto, «di notte, nell’alba»
nella sacrestia della chiesa di San Francesco, e designando
suo erede universale Tomaso Madis, «mio nepuote, mastro et
auditor dell’Eccellentissima Camera, con carigo di portar mio
cognome di Gracis et l’arma»
64
.
Il «nobile messer Giovan
Pietro Ricardo, cittadino et mercante di Torino» donò un suo
89
erano presenti anche Cristoforo Vignolio, notaio di Castiglion Falletto,
Andrione Colli, «speciaro di Poirino», residente a Torino, Giovanni
Antonio Leggero, «sellaro», Antonio Paolino, «calligaro di Fossano»,
Gaspardo Gagliardo, di Envie, e due braidesi, Andrea Martinazzo e
Stefano Dematis. Il censo di 20 scudi era stato donato al frate dalla con-
tessa Antonia Langosco di Montafia, vedova del gran cancelliere
Giovanni Tommaso (sul quale mi permetto di rinviare alla voce firmata da
R
AVIOLA
per il
Dizionario Biografico degli Italiani
,
in corso di stampa*).
61
ASSP,
Compagnia di San Paolo, Statuti e regolamenti
,
scat. 1,
fasc. 1/bis/1,
Institutione et regole della Compagnia di San Paolo di
Torino,
in Turino, appresso Antonio de’ Bianchi, 1594, p. 28.
62
G
IORDANO
,
s.d. [ma 1997].
63
M
ERLIN
, 1998*,
p. 146.
64
ASSP,
Compagnia di San Paolo, Lasciti
,
scat. 107, fasc. 145/2, testa-
mento olografo del 15 luglio 1597.