donò 875 scudi, 400 dei quali da impiegare «nella compra d’una
casa per esso Soccorso in Torino […] et non in altra opera pia»
49
;
il resto del denaro sarebbe stato gestito dal «molto illustre signor
Evangelista Appiano, consigliere, senatore di S. A. Serenissima,
uno de’ rettori di detta casa» e dall’agente Filiberto Baronis
50
.
L’atto, simbolicamente rogato nel giorno della festa della con-
versione di san Paolo (25 gennaio) celebrativo della Compagnia,
ebbe come testimoni il mercante Giovanni Michele Belli, lo spe-
ziale Giovanni Antonio de Georgis e il sarto Stefano Mora, tutti
confratelli, e fu espresso a vantaggio di «figliole che restano
senza persone che ne habiano cura et siano in periculo di perder
l’anima, honore et pudicitia, et ancho […] delle hebree et hereti-
che quali volessero convertirsi alla Santa Fede […] et anco delle
maritate da bene»
51
.
L’afflato religioso di Annibale Dentis si fece
ancor più manifesto con il suo ingresso nella Compagnia di Gesù,
in seno alla quale, mentre era di stanza ad Arona per il suo novi-
ziato, legò a quella di San Paolo altri 52 scudi per l’Ufficio pio «in
elemosina a’ poveri vergognosi ed altre opere pie»
52
.
Testò a favore della Casa del soccorso anche Francesco
Benna
53
.
Pur in assenza di informazioni biografiche sul suo
86
49
ASSP,
Compagnia di San Paolo, Lasciti
,
scat. 95, fasc. 95/1, 1595, gen-
naio 25 (notaio Gaspare Belli). Con questa, il Dentis volle che fossero
annullate tutte le sue precedenti donazioni.
50
Su Filiberto Baronis e sulla sua famiglia rinvio al contributo di
Nicolina Calapà in questo stesso volume.
51
Secondo la donazione, «Simonina Bertolota, di Ponte, habitante in
Torino», indicata dallo stesso Dentis, avrebbe potuto alloggiare presso
la Casa del soccorso «sua vita natural durante» (ASSP,
Compagnia di
San Paolo, Lasciti
,
scat. 95, fasc. 95/1).
52
Ibid.
,
scat. 95, fasc. 95/2, «1886, maggio 6. Relazione di Balsamo
Crivelli con riferimento a un atto di donazione rilasciato dal Dentis il 22
ottobre del 1595». Di questo documento non è rimasta traccia.
53
Ibid.
,
scat. 71, fasc. 19/1, «1596, febbraio 28. Particola di testamento
con il quale Francesco Benna lega 300 scudi d’oro alla Compagnia di
Sant’Orsola per doti a ragazze povere».