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marzo 1608, qualificandosi come «cittadino di Torino et
delli decurioni d’essa città», egli dispose di esser sepolto nella
chiesa del Corpus Domini «et nel monumento per me fatto
fare sopra la pietra del quale si legge “Nobilis Martini
Griffetti et heredum suorum”», in ricordo del suocero (mer-
cante) e dei parenti della moglie Bartolomea. Legò al luogo di
culto un censo di 500 scudi per la celebrazione di
una messa quotidiana per l’anima mia, di mia consorte et de’ nostri deffonti,
et perché la magnifica città di Turino ha dato principio di fabricar detta chie-
sa, dalla quale ho ottenuto di poter far una cappella per la casa mia, voglio,
quando sarà ornata, che detta messa si dica all’altare di detta cappella.
Lasciò quindi 400 scudi ai padri di San Francesco per la
celebrazione di tre messe di suffragio alla settimana, «al qual
effetto si farà scriver in una pietra di marmore quest’obligo, la
quale si esponerà nella sacristia di detta chiesa di San Francesco,
murata nel muro talmente che ogn’uno la possi vedere et lege-
re». Tale era la volontà di autorappresentazione e autocelebra-
zione di un uomo forgiato dalla pratica della mercatura e dalla
vita politica e che aveva trovato il giusto connubio tra prestigio
sociale e
charitas
cristiana proprio in seno alla Compagnia di San
Paolo. A questa, «della quale io ne sono indegno fratello», affi-
dò la cura delle sue disposizioni testamentarie e 300 scudi «che
siano impiegati in un censo o proprietà fruttuosa et dil reddito si
dispensi a’ poveri vergognosi ogni domenica». L’erede universa-
le designato era invece il figlio Cesare, sul quale torneremo, già
«
emancipato» con il versamento della quarta parte dei beni
paterni e «sodisfatto in dinari contanti, parte dei quali si sono
pagati a S. A. per la sua finanza d’offitio di refferendario»
37
.
Nel
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37
Ibidem
.
Se, aggiungeva Giovanni Pietro, «per qualche caso o disgra-
tia venesse esso Cesare a esser molestato dal fisco», l’eredità sarebbe
passata in usufrutto a suo nipote Giovanni Pietro Pellizzone, lombardo,
anch’egli mercante.