prima sentenza senatoria favorevole al Cappone, la lite si tra-
scinò per alcuni anni ma, grazie a un prestito del Chiaretta, la
Compagnia riuscì a entrare in possesso di alcuni beni della
donna, mettendoli poi all’asta per ricavarne denaro liquido
fino alla somma corrispondente di 4000 fiorini
23
.
Lo sforzo congiunto dei confratelli, era proprio di chi, a
quindici-vent’anni dalla costituzione della Compagnia, senti-
va ancora la necessità di doverla rafforzare. Qualche lascito,
tuttavia, consente di notare che comunque, già al principio
degli anni Ottanta, il Monte di pietà godeva di prestigio pres-
so gli stranieri inseriti a corte: è il caso del «gentilhuomo spa-
gnolo et secretario di S. A.» Carlo Heredia il quale, dopo una
lunga lite con tal «Henriotto Mascharino, dil Borgo d’Allice»,
per il possesso di una «pezza arratoria» in detta località, donò
al Monte questa e la vigna contigua di due giornate
24
.
Il tutto
con il pieno consenso del rettore Bossio, del mercante
Marcantonio Magnano, uno dei governatori del Monte ed
esponente a più riprese della municipalità torinese
25
,
e dei
testimoni Giovanni Pietro Zaffarone, «alfiere», nella defini-
zione di Merlin, dei mercanti consiglieri comunali
26
,
e di
«
Bartolomeo Zenaro, venetiano, stampatore, in detta città
77
23
Ibid.
,
scat. 96, fasc. 109/4, «1583-1586. Registro della vendita dei
mobili dell’eredità di Anna Fiorano Varaldo», c. 35. Nella relazione
tardo ottocentesca del segretario della Compagnia, il marchese Carlo
Balsamo Crivelli, si fa soltanto cenno all’eredità lasciata dalla donna al
Monte di pietà, ma non al contenzioso che la vincolò per anni (
ibid.
,
scat. 96, fasc. 109/5, 1886, luglio 1°).
24
Ibid.
,
scat. 95, fasc. 103/1, 1581, luglio 1° (notaio Prospero Bezzequì,
procuratore della Compagnia). Cfr. anche ASSP,
Monte di pietà, Verbali
-
ordinati
,
vol. 196, I parte, 1579-1608, cc. 98-99, seduta del 24 dicembre
1581.
25
C
ANTALUPPI
, 1999,
pp. 87, 90.
26
M
ERLIN
, 1998*,
p. 181 (come ricorda l’autore, tra il 1584 e il 1607,
Zaffarone fu eletto sindaco per quattro volte). Cfr. anche C
ANTALUPPI
,
1999,
pp. 87, 90.