di Torino
di Emanuele Tesauro (1657)
7
,
la rincorsa alle ele-
mosine e, ancor più ai lasciti che potevano divenire fondi frut-
tiferi, costituì una tappa essenziale dell’attività dei gesuiti e
dei confratelli bisognosi sia di conquistare la protezione degli
alti organi dello Stato e della municipalità sia di proporsi
come depositari morali del denaro della comunità cittadina.
L’insistenza con cui, per esempio, i membri della
Compagnia tentarono di persuadere Aleramo Beccuti, dei
signori di Lucento e di Borgaro, a testare a favore della
Compagnia di Gesù appare fin eccessiva, sebbene Tesauro la
mascheri da azione legittima e santamente ispirata contro la
renitenza dell’uomo politico consumato e poco avvezzo alla
carità. «Nobile, ma senza fasto»
8
,
come scrive lo stesso autore, il
Beccuti apparteneva a una delle principali famiglie del consiglio
municipale torinese; fu più volte sindaco e rappresentante della
città nei momenti di massima crisi (per esempio durante l’occu-
pazione francese degli anni Cinquanta del Cinquecento), anche
se, a partire dagli anni Settanta, la sua posizione fu offuscata dal-
l’emergere di nuovi consiglieri e, soprattutto, dal rafforzamento
del controllo ducale sulla magistratura cittadina
9
.
Secondo la
narrazione tesauriana, «egli non haveva con la Compagnia di
San Paolo dimestichezza niuna», però, in quanto «ricco ma
senza prole», era stato individuato dai confratelli quale benefat-
tore ideale. Restava il problema di come convincerlo a divenire
tale. In prima battuta, Giovanni Albosco, uno dei sette fondato-
ri della Compagnia, gli scrisse una lettera che però, «sì per il
tedio della monastica prolissità et sì ancora perché dalle prime
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7
L’opera, stampata a Torino per i tipi di Giovanni Sinibaldo, e ristam-
pata nel 1701 presso Giovan Battista Zappata è stata riproposta nella
collana dei Quaderni dell’Archivio Storico della Compagnia di San
Paolo nel 2003 in un’edizione commentata e curata da A. Cantaluppi.
Cfr. anche C
ANTALUPPI
, 1992,
pp. 149-153.
8
T
ESAURO
, 1657,
p. 63; I
D
., 2003,
p. 149.
9
M
ERLIN
, 1998*,
p. 141; cfr. anche I
D
., 1998**,
pp. 27 sgg.