possibile avviare il lavoro di schedatura delle fonti utili alla
storia della Compagnia di San Paolo e di tutti gli altri istitu-
ti ad essa connessi.
È evidente che tale lavoro va necessariamente integra-
to con lo studio delle carte conservate presso l’archivio
della Compagnia di San Paolo che conserva copia di alcuni
degli atti notarili rilevati durante la schedatura dei docu-
menti dell’Archivio di Stato. È però altrettanto evidente
che, in assenza di documentazione della Compagnia, le
carte dell’Insinuazione possano egregiamente supplire a
tale mancanza, con il solo limite dovuto all’anno di istitu-
zione di tale ufficio, e cioè il 1610. Prima di tale data sarà
dunque indispensabile conoscere il nome del notaio che
possa aver rogato per la Compagnia di San Paolo o avere a
disposizione le carte dell’archivio di quest’ultima.
Esaminando gli atti notarili individuati durante la sche-
datura del fondo “Insinuazione di Torino” per gli anni 1610-
1635 (
si tratta di 98 atti), appare subito evidente come la mag-
gior parte di essi sia riferibile a quietanze per somme presta-
te o esatte dai vari istituti (33 atti) ed a costituzione di censi
(27
atti) ad opera della Congregazione, dell’Officio pio, della
Casa del soccorso, del Monte di pietà a testimonianza della
consistente attività di investimenti di tutti gli istituti citati.
Interessanti paiono anche alcuni atti di nomina di fun-
zionari o rese di gestione contabile da parte di tesorieri;
negli anni successivi a quelli presi in esame per questo lavo-
ro preminente appare invece l’attività di costituzione di
doti a favore di giovani indigenti, così come prescriveva lo
statuto della Congregazione. Da ultimo si segnala come, in
concomitanza con la diffusione della peste del 1630, assolu-
tamente nulla appaia dell’attività contraente della
Congregazione e come anche per gli anni immediatamente
successivi questa sia notevolmente ridotta. A partire dagli
anni Quaranta del Seicento essa riprende quota a testimo-
nianza della ripresa dell’intera società.
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