erano comprese tutte le operazioni classiche dei colleghi geno-
vesi, veneziani o fiorentini, dalle lettere di cambio, alla riscos-
sione di crediti per conto terzi
125
.
Nello stesso periodo riuscì a
inserirsi nel gruppo dei mercanti di corte: dopo una breve fase
durante la quale procurò oggetti di poco valore, si specializzò
nel commercio di beni di lusso, in particolare di preziosi,
diventando uno tra i più importanti e attivi fornitori di gioiel-
li della «Real Casa». Dall’analisi delle lunghe e dettagliate
liste, accluse alle decine di lettere e patenti a suo nome, ri-
sultano diversi oggetti di cristallo, di ebano, d’avorio, tutti di
grande valore, prevalgono soprattutto i gioielli finemente
lavorati, alcuni abbelliti con diamanti, rubini e perle, altri con
smalti, cristalli e coralli, tra i quali spiccano un «Gesù che
porta il mondo», un Santissimo sudario, una corona con santa
Margherita. Sono presenti diversi reliquari, libri di «memorie»
e orologi, guarniti sempre con pietre preziose; tra gli oggetti di
particolare pregio una «panatiera di corallo d’argento et doro,
con diversi coralli», una «spada d’opale de rubbini» e una
«
grande cesta di cristallo guarnita con diamanti e dipinta con
fiori smaltati»
126
.
Grazie alle ingenti disponibilità finanziarie e ai frequen-
ti rapporti commerciali con l’estero, il Baronis contribuì
all’arredamento delle residenze ducali, acquistando tappezze-
rie di seta e d’oro, e diversi arazzi di pregio. Nel 1624 comprò
dal mercante Antonio Rubino per l’importo di 1339 ducatoni
una «tappezzeria di corami d’oro», per arredare le stanze del
166
125
Ad esempio, Paolo Bigliat di Milano il 9 dicembre del 1623 lo auto-
rizzò a riscuotere da Carlo Lumaga e Paolo Masseranico banchieri a
Parigi e Lione, il pagamento di ducatoni 500, a conto di una lettera di
cambio (
ibid.
,
Insinuazione di Torino
, 1623,
lib. 12, c. 655
r
-
v
).
126
Ibid.
,
Camerale
,
PCF
,
reg. 1628, vol. I, c. 245
r
-
v
;
reg. 1630 in 1631,
c. 14
r
;
reg. 1629 in 1630, c. 119; reg. 1630 in 1631, c. 14
v
;
reg. 1626, vol. II,
c. 154. Per una rassegna di oggetti preziosi, arazzi e armi appartenuti a
Carlo Emanuele I, cfr. B
AVA
, 1995,
pp. 265-332.