schierandosi apertamente dalla parte dei principisti
123
.
Anche
se questa scelta provocò un lento e inesorabile declino della
famiglia, tuttavia nell’immediato non comportò la perdita com-
pleta del favore di madama reale; gli eredi di Carlo, infatti, non
furono privati dei beni né tantomeno del titolo nobiliare e, sep-
pur con tempi e modalità diverse, riuscirono a inserirsi nell’
en-
tourage
di corte, conseguendo alcuni incarichi nell’esercito e
nell’amministrazione sabauda: dei tre figli, il primogenito
Amedeo ottenne «una piazza ordinaria nella compagnia dei
corazzieri»; Maurizio Secondo Filiberto l’incarico di gentiluo-
mo di bocca e successivamente la carica di luogotenente gene-
rale dell’artiglieria, mentre Vittorio Amedeo acquistò la carica
di referendario di Stato in Savoia «pagando prontamente livre
ventiquattromila»
124
.
3.3
Ottavio: fornitore di ‘gioie et mercantie’
La carriera di Ottavio nell’amministrazione sabauda fu
simile a quella intrapresa da Carlo. Esperto nel maneggio di
denaro, dotato di capacità e spirito d’iniziativa, entrò a far
parte di quell’
élite
di mercanti e banchieri torinesi che legaro-
no il proprio destino alle sorti del ducato e alla benevolenza
del sovrano. Durante gli anni Venti cominciò a svolgere diver-
se mansioni in Piemonte e all’estero: nella sua sfera d’azione
165
123
Carlo svolse un ruolo importante durante la guerra civile ricoprendo
il ruolo di ambasciatore dei principi; insieme al conte Messerati parteci-
perà a diversi colloqui con madama reale, a Susa e a Saluzzo. Sul con-
flitto, cfr. Q
UAZZA
, 1959-1960,
pp. 281-321 (1959), 5-63 (1960); C
ERUTTI
,
1992,
pp. 84-181; R
OSSO
, 1994,
pp. 238-239; C
LARETTA
, 1865-1869,
I, in
particolare su Carlo Baronis pp. 522-523, 530, 536.
124
Si vedano rispettivamente AST, s.r.,
Camerale, PCF
,
reg. 1642, c. 55;
reg. 1652, cc. 18-19; reg. 1677, c. 22;
ibid.
,
Camerale
,
PP
,
reg. 1657 in
1661,
c. 70.