venne in parte finanziata dalla Francia con un versamento di
300.000
lire annue, somma che continuò ad essere erogata alla
reggente ancora durante la guerra civile. Anche in questo
frangente il compito fu affidato al Baronis, il quale, durante la
sua permanenza in Francia, svolse, oltre al ruolo di ricevido-
re, anche funzioni politiche e di rappresentanza
118
.
I crediti acquisiti a corte, ma soprattutto la stima e la
fiducia del duca, gli procurarono la concessione dell’ambito
titolo nobiliare. Il 2 giugno del 1635 venne infeudato di metà
del territorio e giurisdizione di Buttigliera d’Asti
119
,
per 7000
scudi d’oro; l’altra parte fu concessa al generale e consigliere
di Stato Bernardino Gentile, per la medesima cifra. Nella
patente di nomina, Vittorio Amedeo I, ordinò che
ogn’un di detti signori possano dirsi e nominarsi Conti di Buttigliera,
usar le insegne e marche comitali, e goder delle altre preminenze e pre-
rogative de quali sono soliti godere gli altri Conti dei suoi Stati e del
Sacro Romano Impero
120
.
A causa dell’imputazione di peculato e concussione, nel 1638
163
118
AST, s.r.,
Camerale
,
Art. 250
,
Conti e Ricapiti de’ Ricevidori
,
cit., m. 18,
anni 1635-1636,
Conto che rende l’Illustrissimo signor Conte et Mastro
Auditore all’Illustrissima et Eccellentissima Camera Ducale, per le 300/m
di Francia havute dal Signor D’Émery Ambasciatore di S. M.
Cristianissima con sue lettere, in Pariggi e Lione
.
Negli anni successivi la
somma accordata dalla Francia al duca fu riscossa da Giorgio Turinetti
(
ibid.
,
m. 19, 1636 in 1637,
Conto del Signor Giorgio Turinetti delli dena-
ri esatti in Francia d’ordine di S. A. R. et dovuti da S. M. Cristianissima
per donativo, monitioni da guerra et pretentioni
).
119
Sulla storia di Buttigliera d’Asti, cfr. C
HIUSO
, 1975;
G
RAMAGLIA
,
2002.
120
AST, s.r.,
Camerale
,
PP
, 1635,
reg. 54, cc. 50
v
-52
v
.
Il medesimo docu-
mento è registrato anche in
ibid.
,
Camerale
,
PCF
,
reg. 1634 in 1635, cc.
131
r
-135
v
.