Carlo si dedicò maggiormente a queste mansioni, abbando-
nando quasi del tutto l’attività mercantile e finanziaria
115
.
Durante il ducato di Vittorio Amedeo iniziò a distinguer-
si in varie missioni diplomatiche, nelle quali diede prova di
possedere buone capacità politiche. Era da poco finita la
prima guerra del Monferrato, quando ebbe inizio un lungo
conflitto destinato a durare trent’anni, che coinvolse diversi
Stati europei e italiani: Carlo Emanuele I, nel tentativo di
ampliare i propri domini, si inserì nello scontro. Nel 1623, la
Francia, con lo scopo di sottrarre agli spagnoli la Valtellina,
vitale arteria di comunicazione tra l’Italia e le Fiandre, decise
di allearsi con Venezia e lo Stato sabaudo; due anni dopo,
Carlo Emanuele, in base agli accordi presi con Luigi XIII,
attaccò il territorio della Repubblica di Genova, che rappre-
sentava il più importante sostegno finanziario della Spagna e
con il quale aveva ancora delle questioni in sospeso, in parte
legate a problemi relativi ai confini, in parte legate ai diritti
sul marchesato di Zuccarello
116
.
Il tentativo si rivelò fallimen-
tare: l’esercito piemontese, scarsamente aiutato dall’alleato
francese, fu presto costretto a ritirarsi. Nel 1626, con gli accor-
di di Monçon, il cardinale Richelieu concesse alla Spagna il
161
115
La scelta di Carlo avvalorerebbe la classica tesi braudeliana del «tra-
dimento della borghesia», cioè l’abbandono delle attività che avevano
permesso l’accumulo di denaro tale da poter consentire di vivere
more
nobilium.
Sul complesso problema relativo alla compatibilità tra com-
mercio e nobiltà, cfr. D
ONATI
, 1988;
A
NGIOLINI
, 1995;
M
ERLOTTI
, 2002,
pp. 241-255.
116
Il conflitto era scoppiato per motivi di interesse poiché Genova, alla
morte del marchese Alfonso del Carretto, signore di Zuccarello, aveva
provveduto ad acquistare il feudo dalla Camera Imperiale che aveva
incamerato i beni del marchese morto senza figli e su tale feudo vantava
diritti anche il duca di Savoia in virtù di una permuta col marchesato di
Bagnasco, fatta alcuni anni prima con il defunto marchese. Sulla storia
del feudo, cfr. C
ASANOVA
, 1989.