prestano denari costì et quelli che gli vendono le mercantie non si con-
tentano d’un utile ragionevole ma neanche d’un terzo del giusto valo-
re, et li Baronis, e Georgis intendono solamente nelli cambi, et rimesse
per Venetia hanno guadagnato con Sua Altezza passa de scudi 50 m,
nelle gioie in compagnia del Mazzola che gli hanno venduto altri 50 m,
et in quelle che gli vendono alla giornata fanno guadagni tali, che non
occorre andare a cercarli nelle Indie, perché sono immensi, et contro
ogni dovere, che tanto non guadagnano li hebrei
109
.
Le accuse erano durissime, dato l’accenno alle Indie
come luogo di ricchezze favolose, e, peggio, all’usura, di cui i
cristiani accusavano comunemente gli ebrei. Fino ad oggi non
sono riuscita a trovare la sentenza finale, perciò non si sa esat-
tamente come sia finito il processo; ma, visto il ruolo che
Carlo in seguito ricoprirà all’interno dello stato sabaudo,
ritengo che le imputazioni di frode e di peculato si siano rive-
late infondate. Una testimonianza del prestigio raggiunto può
essere fornita dall’intervento di Carlo Emanuele I, che
per li meriti da lui acquistati in diverse occasioni massime nei bisogni
et occorrenti della guerra contro la Spagna nelle quali ci ha serviti
prontamente non solo con la vita et faccoltà sue, ma con quelle ancora
d’altri,
il 22 aprile del 1619 gli concesse, dietro il pagamento di 1000
ducatoni, il «luogo, terra, castello, signoria, feudo, giurisdittio-
ne, territorio et mandamento di San Michele d’Asti»
110
.
Carlo
ottenne la «total giurisdizione alta, mezzana et bassa, prima et
seconda cognitione» e la possibilità di nominare i giudici fiscali
159
109
La lettera si trova citata in R
OSSO
, 1992**,
p. 191.
110
Carlo Emanuele I, dopo la fine della guerra contro la Spagna, per
«
sodisfare et premiare la soldatesca, massime la forestiera» e premiare
«
alcuni che ci hanno degnamente serviti in occasioni così gravi come
queste della difesa», con un ordine del 30 agosto del 1618, decide di
infeudare un folto numero di «terre immediate», fino ad allora non sog-
gette ad alcun signore, ma dipendenti dalla corona o da altre comunità,