Tra le diverse possibilità di guadagno offerte dall’epoca, i
prestiti concessi al sovrano rivestirono un peso notevole costi-
tuendo un’importante occasione di arricchimento per il ceto
mercantile e finanziario. Si venne così a creare un duplice lega-
me: da un lato il duca aveva bisogno di persone disposte a offrire
con rapidità denaro contante, dall’altro queste speravano di
ottenere favori, protezioni oppure il rimborso di alcuni vecchi
crediti. Anche Carlo Baronis e Lorenzo Georgis si occuparono
spesso di anticipare discrete somme. Nell’aprile del 1612 diede-
ro per conto del duca a Gaspard de Genève, marchese di Lullin,
5800
ducatoni per un «viaggio in Allemagna per servitio segreto
di S. A. R.»; altri 1650 erano stati consegnati in precedenza «per
diversi pagamenti da farsi alli Svizzeri»
100
.
Nello stesso periodo i
due cognati entrarono a far parte di quel gruppo di mercanti e di
banchieri legati alla corte: acquistarono per la «Real Casa»
cavalli, statue, gioielli, in particolar modo si occuparono di for-
nire «moschetti et archibuggi da guerra»
101
.
Quando nel 1615 la società creata con Giovanni Antonio
Polino finì, i due cognati, ormai affermati banchieri, decisero
di continuare a condurre affari di comune accordo, conse-
guendo, in breve tempo potere cariche e prestigio. I rapporti
instaurati in precedenza con la capitale dello stato sabaudo e
soprattutto con la casa reale si infittirono. Continuarono ad
acquistare beni di lusso per Carlo Emanuele I e la sua fami-
glia, riscossero alcuni crediti, ma soprattutto le somme eroga-
te aumentarono in modo considerevole; ad esempio, dal 16
agosto del 1616 fino al 15 marzo dell’anno successivo, Carlo e
Lorenzo risultano creditori del duca di 100.843 lire, anticipate
per diverse lettere di cambio a Parigi e a Lione
102
.
155
100
Ibid.
,
Camerale
,
PCF
,
reg. 1612, c. 202; reg. 1611 in 1612, c. 222.
101
Ibid.
,
reg. 1612, c. 182; reg. 1614 in 1615, vol. II, c. 226.
102
Ibid.
,
Camerale
,
Art. 86
§ 3,
Conto reso dal Consigliere Gaspare
Berlingieri dal 1° gennaio del 1616 ad aprile del 1617
,
s.v.
«
Lorenzo
Georgis», cc. 74, 83, 99, 103, 335, 735, 760, 2054, 2339.