96
Ibid.
,
Insinuazione di Torino
, 1610,
lib. 11, cc. 385
r
-386
v
.
97
Rivolgersi ai banchieri per ottenere denaro significava «passare
attraverso vie formali teoricamente sgombre da complicazioni ulterio-
ri come ricatti, legami ambigui, interessi troppo alti»; in realtà tale
legalità è più apparente che effettiva, in quanto, anche loro imponeva-
no un tasso d’interesse indubbiamente maggiore al 5 per cento tollera-
to dal diritto consuetudinario. Secondo Luciano Allegra gli interessi
praticati erano altissimi al punto che molti contraenti non riuscivano
più ad estinguere i debiti, anzi il più delle volte si vedevano costretti a
stipularne altri, a tassi ancora più elevati, arrivando al punto di dover
vendere tutto per poter pagare le pendenze. Il tasso, in alcuni casi
estremi, poteva anche oscillare fra il 30 e il 50 per cento annuo
(
A
LLEGRA
, 1987,
pp. 25-26, 61).
98
AST, s.r.,
Insinuazione di Torino
, 1612,
lib. 12, cc. 330
v
-332
r
.
99
Ibid.
, 1614,
lib. 7, c. 93
r
-
v
.
154
Numerose le procure redatte per esigere, in Italia e all’estero,
pagamenti di debiti o recuperi di crediti. Il 22 dicembre del
1610,
ad esempio, i mercanti Peres e Calandrini residenti in
Germania ricevettero dai due cognati l’incarico di ritirare a
Norimberga, da Guglielmo Incuria, la somma di 4000 scudi
96
.
I soldi concessi
97
a singole persone, a comunità o città
costituirono un’altra importante attività con la quale Carlo e
Lorenzo accrebbero il capitale e incrementarono gli utili
societari. La necessità di denaro poteva avere ragioni diverse;
tasse da pagare, acquisto di beni, spese impellenti. A tal pro-
posito nel novembre del 1612 Gugliemo Pinerolo «per la mala
qualità de tempi, trovandosi in molta strettezza e bisognoso
de denari, e conveneli tuttavia ritrovarne qualche bona som-
ma per proveder agli urgenti di casa sua», chiese e ottenne dai
due banchieri 1306 doppie
98
.
Il 1614 si rivelò un anno partico-
larmente proficuo per Carlo e Lorenzo: da febbraio a maggio
anticiparono oltre 50.000 fiorini a numerose comunità del
cuneese e torinese, tra queste Revigliasco, Casalborgone,
Sanfré, Moncalieri, costrette ad indebitarsi con i due banchie-
ri per far fronte alle continue richieste ducali
99
.