ecclesiastica. Dopo aver vissuto alcuni anni a Torino, dal 1626
si stabilì definitivamente a Roma
90
.
3.2
L’ascesa di Carlo
Carlo, il primogenito di Filiberto, con «sua industria e
diligenza», fu il primo ad inserirsi nel gruppo dei mercanti e
banchieri. Poco più che ventenne, cominciò a cooperare con il
cognato Lorenzo Georgis e con Giovanni Antonio Polino,
legato da vincoli di amicizia e di affari con la famiglia Baronis.
Il 1° febbraio del 1610, di comune accordo, con un capitale di
16.000
ducatoni, decisero di creare una società della durata di
cinque anni, con l’obiettivo di negoziare «cose de cambij, ma
anco di mercantie tanto negli Stati di S. A. che fuori, secondo
che ne nasceranno le occasioni». Compito dei due cognati fu
quello di occuparsi della gestione e dell’amministrazione
«
promettendo impiegarsi in quello et non in altro, per quello
che occorrerà in Torino che per viaggiar fuori per servitio di
detto negocio». Ogni tre mesi avrebbero redatto un accurato
inventario delle merci in entrata e in uscita, e annotato su
appositi registri tutte le operazioni finanziare. Secondo le
clausole stabilite nessuno avrebbe potuto esercitare, come
singolo imprenditore o nella veste di socio di altre compagnie,
attività economiche in concorrenza con la società stessa, «né
innovar alcun negotio» senza l’autorizzazione degli altri; inol-
tre, per tutto il periodo stabilito, non avrebbe potuto cedere la
propria quota, né prelevare il capitale depositato e neppure
gli utili accumulati, «salvo fosse di concerto, et volontà di cia-
scuna delle parti». Solamente alla fine dei cinque anni, in base
ai soldi versati
151
90
Le notizie rintracciate su Avventore sono poche, ma sufficienti a far
credere che sia morto in tenera età (
ibid.
, 1626,
lib. 10, cc. 489
r
-490).